<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:googleplay="http://www.google.com/schemas/play-podcasts/1.0"><channel><title><![CDATA[UPdate | Ultima Pagina]]></title><description><![CDATA[Il tuo punto di partenza nell'editoria: risorse, news, corsi e una community per chi scrive, legge e lavora con i libri.]]></description><link>https://update.ultimapagina.net</link><image><url>https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!dwdn!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fca5346a0-a60e-489e-aee9-52fba064c1b7_186x186.png</url><title>UPdate | Ultima Pagina</title><link>https://update.ultimapagina.net</link></image><generator>Substack</generator><lastBuildDate>Fri, 05 Jun 2026 23:35:25 GMT</lastBuildDate><atom:link href="https://update.ultimapagina.net/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[Ultima Pagina]]></copyright><language><![CDATA[it]]></language><webMaster><![CDATA[newsletter@ultimapagina.net]]></webMaster><itunes:owner><itunes:email><![CDATA[newsletter@ultimapagina.net]]></itunes:email><itunes:name><![CDATA[Ultima Pagina]]></itunes:name></itunes:owner><itunes:author><![CDATA[Ultima Pagina]]></itunes:author><googleplay:owner><![CDATA[newsletter@ultimapagina.net]]></googleplay:owner><googleplay:email><![CDATA[newsletter@ultimapagina.net]]></googleplay:email><googleplay:author><![CDATA[Ultima Pagina]]></googleplay:author><itunes:block><![CDATA[Yes]]></itunes:block><item><title><![CDATA[Fomo e abbuffate culturali ]]></title><description><![CDATA[Riprendiamoci il potere della scelta]]></description><link>https://update.ultimapagina.net/p/fomo-e-abbuffate-culturali</link><guid isPermaLink="false">https://update.ultimapagina.net/p/fomo-e-abbuffate-culturali</guid><dc:creator><![CDATA[Laura Casale]]></dc:creator><pubDate>Sun, 31 May 2026 08:00:29 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/0befeb5e-4d3c-4d77-8a21-cabd063e1eb7_4000x1200.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Immancabile come le tasse &#8211; ci avviciniamo anche a quel periodo dell&#8217;anno, sigh &#8211; maggio &#232;, oltre che il mese del Salone Internazionale del Libro di Torino, <strong>il mese della FOMO editoriale.</strong></p><p>Anche quest&#8217;anno la booksfera si &#232; riempita di discussioni riconducibili a questo tema, alla paura di perdersi qualcosa o di essere esclusi da un evento importante (<em>Fear Of Missing Out</em>).</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://update.ultimapagina.net/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Vuoi ricevere gratuitamente, ogni mese, questa newsletter? Dai, siamo simpatiche!</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p>C&#8217;&#232; da dire che chi ha profili social focalizzati sui libri si trova un <strong>feed monotematico per settimane, mesi</strong>: prima <strong>guide</strong>, <strong>tips</strong>, <strong>consigli</strong>, <strong>suggerimenti</strong> e <strong>polemichette</strong> iniziali; poi i contenuti creati <em>durante</em> il Salone; e infine i <strong>recap</strong>, i <strong>book haul</strong>, le <strong>somme</strong> tirate da content creator, autori, editori&#8230; E se non si pu&#242; partecipare, per un motivo o per l&#8217;altro, comprensibilmente si possono sviluppare emozioni negative a riguardo: insomma, la sensazione &#232; che tutti siano alla stessa festa a divertirsi <em>tranne te</em>.</p><div id="youtube2-MTKQ26OxLtA" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;MTKQ26OxLtA&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/MTKQ26OxLtA?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>Dall&#8217;altro, <strong>i post sembrano assomigliarsi un po&#8217; tutti</strong>, i consigli di portarsi la borraccia vuota hanno <strong>un po&#8217; sfracassato gli zebedei</strong> e le foto davanti alla torre di libri come dire&#8230; <em>ancora?</em> Quindi non solo tutti sono alla stessa festa, ma sembrano cos&#236; impegnati a mostrarsi divertiti da risultare <em>performativi</em>. Il che genera altre emozioni negative: l&#8217;invidia e la certezza che &#8220;<em>ah, se ci fossi andato io avrei vissuto un&#8217;esperienza molto pi&#249; vera&#8221;</em>, che spesso portano a post proprio da volpe con l&#8217;uva ancora acerba, o peggio: alla scoperta dell&#8217;acqua calda.</p><p>Due riflessioni prima di cominciare:</p><ol><li><p><strong>Il Salone &#232; un evento capitalista? </strong>S&#236;. &#200; abbastanza <strong>ingenuo</strong> pensare che la pi&#249; grande fiera mercato del settore, un evento di fatto B2C (business to customer), con relativamente poco spazio alle contrattazioni B2B (business to business &#8211; Torino ha l&#8217;area business ma non &#232; Bologna e sicuramente non &#232; n&#233; Londra n&#233; Francoforte, per la compravendita di diritti) possa essere altro. <strong>Gli editori ci vanno per vendere</strong> e per incrociare pubblico non fidelizzato, c&#8217;&#232; poco da dire a riguardo, e per esserci <strong>comprano spazi</strong> (a caro prezzo) e slot delle sale per le presentazioni. <strong>Questo non vuol dire che non ci possa essere spazio per le relazioni umane</strong>, per incontrare amici e per il piacere di sentire quell&#8217;autore tanto amato e, perch&#233; no, riuscire a ottenere un autografo e una foto insieme.</p></li><li><p><strong>Posso andare al Salone senza organizzarmi prima? </strong>Certo, ma in un contesto cos&#236; grande e affollato andare all&#8217;avventura <strong>pu&#242; essere un&#8217;esperienza molto pesante</strong>. Dal sapere che con il biglietto ordinario non si pu&#242; uscire per comprare cibo pi&#249; economico di quello proposto nel Salone alla possibilit&#224; di riservare un posto alle presentazioni di proprio interesse, <strong>ci sono moltissimi aspetti che fanno la differenza tra una splendida giornata al Salone e una passata in coda</strong> senza ottenere nulla, mangiando un toast poco gustoso a modici 9,00&#8364; dopo aver abbandonato il deodorante (se non direttamente un frullatore<a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-1" href="#footnote-1" target="_self">1</a>) all&#8217;ingresso.</p></li></ol><h2>La FOMO di chi al Salone non ci pu&#242; andare&#8230;</h2><p>&#200; un <strong>privilegio</strong> andare al Salone del Libro? &#200; una parola che sinceramente non mi piace molto, perch&#233; credo porti ad affrontare la questione in maniera moraleggiante e davvero tranchant. Per partecipare a un evento cos&#236; grande &#8211; ma a qualunque evento in generale, del resto &#8211; &#232; <strong>necessario fare i conti con la propria realt&#224; e le risorse</strong> a disposizione. <strong>Non si tratta solo di soldi</strong>, ma di variabili con cui dobbiamo confrontarci, ciascuno di noi, in ogni situazione e in ogni momento della vita: <strong>tempo</strong>, <strong>salute</strong>, <strong>lavoro</strong>, tanto per citarne tre fondamentali.</p><div class="callout-block" data-callout="true"><p><em>Se ho un lavoro da dipendente, posso prendermi le ferie? Se sono un freelance, a quanti giorni di lavoro posso rinunciare? Di quanto posso ritardare i progetti che sto seguendo, posticipando di conseguenza anche le fatture di saldo? Com&#8217;&#232; il mio stato di salute? Mi permette di stare in piedi e camminare a lungo in un ambiente caotico, molto caldo e affollato? Dove posso dormire? Mi posso permettere la trasferta?</em></p></div><p><strong>Sono tutte domande legittime e se la risposta &#232; &#8220;no&#8221; anche a una sola di esse non c&#8217;&#232; da vergognarsi</strong>. Possono essere questioni anche a livelli pi&#249; organizzativi, del tipo <em>&#8220;nelle settimane prima del Salone, mi posso prendere una pausa dal lavoro intorno alle 12:00 per prenotare quell&#8217;evento richiestissimo a cui proprio sento di non poter rinunciare?</em>&#8221;, ma anche calcolare eventuali imprevisti come lo sciopero dei treni avvenuto l&#8217;ultimo giorno di Salone quest&#8217;anno: <em>&#8220;se i treni per tornare a casa saltano, mi posso permettere una notte in pi&#249; fuori, economicamente e lavorativamente?&#8221;</em>.</p><p>Ci&#242; detto, <strong>cosa si pu&#242; fare se bisogna saltare il Salone per un motivo qualunque?</strong> Prima di tutto, respirare, perch&#233; <strong>non succede niente</strong>. Si pu&#242; valutare se cogliere l&#8217;occasione per fare una settimana detox da Instagram e TikTok, se risulta difficile vedere i contenuti in merito senza stare male (o forse anche pi&#249; di una, considerando quello che dicevamo prima).</p><h2>E se io al Salone ci posso andare, mi devo sentire in colpa per il mio privilegio?</h2><p>Allo stesso modo, per&#242;, <strong>non c&#8217;&#232; da vergognarsi se invece ci si trova nelle condizioni per poter partecipare a un grande evento</strong>. &#200; una somma di circostanze favorevoli, a volte create e a volte &#8220;meritate&#8221;. Se penso a me stessa, difficilmente potrei permettermi di stare a Torino per sette giorni, se un&#8217;amica non mi ospitasse a casa sua. Allo stesso tempo, <strong>quest&#8217;anno ho fatto valere alcuni privilegi (</strong>il <strong>&#10024;pass del parcheggio&#10024; che sar&#224; incorniciato a breve</strong>, per dire<strong>)</strong> grazie a <strong>un avanzamento professionale per il quale ho veramente sudato sette camicie</strong>.</p><p>La mia scelta di lavorare come libera professionista mi concede <strong>una certa autonomia nell&#8217;organizzare il mio lavoro</strong>, d&#8217;altro canto mi lascia fino all&#8217;ultimo incerta sul budget a mia disposizione (e le tasse a giugno incombono), sapendo quindi che magari dovr&#242; contenere le spese nelle settimane intorno al Salone per bilanciare. La mia salute &#232; buona e grazie all&#8217;allenamento continuativo quest&#8217;anno non ho neanche sentito particolarmente dolore alle gambe o ai piedi. <strong>&#200; un puzzle complesso</strong>, <strong>come del resto lo &#232; ogni singola persona, e gridare al privilegio pu&#242; essere un po&#8217; riduttivo.</strong><a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-2" href="#footnote-2" target="_self">2</a></p><p>Anche perch&#233;, sempre stando alla mia esperienza, ho scelto di tagliare su altri eventi sia a tema libri che comics. Anch&#8217;io <strong>vorrei andare ovunque, fare tutto, essere a ogni evento</strong>: mi basta guardare i calendari degli eventi culturali nella mia citt&#224;, Genova, e dovrei dividermi in tre, almeno, per riuscire a seguire tutto quello che vorrei.</p><p>E <strong>non ho cominciato a frequentare il Salone facendo i cinque giorni</strong>: le mie prime esperienze da adolescente sono state visite in giornata nel weekend, arrivando in treno a Torino Lingotto &#8211; quando ancora manco era finita la passerella sopraelevata, l&#8217;Oval non esisteva e il sottopasso per il collegamento rapido dalla stazione era un sogno: L&#8217;AUTOBUS PRENDEVAMO, PER FARE IL GIRO DEL CENTRO FIERE &#8211; con magari 50,00&#8364; massimi da poter spendere in tutta la giornata cibo compreso.</p><p><strong>Secondo me il mondo pi&#249; sano di approcciarsi al Salone &#232; quello del </strong><em><strong>work in progress</strong></em><strong> continuo</strong>, anche perch&#233; ogni anno non &#232; detto che il tema piaccia, che gli eventi interessino, che tutti gli editori di riferimento ci siano&#8230; non &#232; necessariamente detto che la prima partecipazione (o la seconda, o anche la terza) debba essere per forza di cinque giorni. Secondo me <strong>oltre che dalla FOMO bisogna un po&#8217; liberarsi dalla modalit&#224; del &#8220;tutto e subito&#8221;, &#8220;tutto qui e ora&#8221;, &#8220;se non vado cinque giorni non vale&#8221;.</strong> E quindi fra le variabili a cui accennavo prima, dobbiamo aggiungere anche le proprie emozioni: &#232; meglio saltare del tutto e pianificare gi&#224; per l&#8217;anno prossimo, o tentare la toccata e fuga furibonda, se proprio l&#8217;idea di saltare &#232; intollerabile?</p><h2>Vale anche per i professionisti: &#232; (ancora) il momento di andare al Salone?</h2><p>Tutto ci&#242; secondo me <strong>diventa ancora pi&#249; vero se si paga, e non poco, per partecipare</strong>: che si sia <strong>editori</strong> o <strong>autori self</strong>, in particolare (per&#242; il discorso pu&#242; valere anche per i content creator)&#8230; &#200; giusto chiedersi se si sia pronti per partecipare (pagando) a un evento cos&#236; grande. <em>&#200; un investimento sensato *in questo momento specifico* della mia carriera/azienda? Sapr&#242; tirarne fuori il massimo risultato, o andare in pari? O rischio di crearmi un buco economico (e di salute, e di lavoro arretrato) pericoloso?</em></p><p>Anche in questo caso, <strong>non ci sono risposte giuste e non c&#8217;&#232; da sentirsi in difetto se la risposta &#232; no</strong>. Abbiamo visto al Salone quest&#8217;anno piccole case editrici e self lavorare molto bene, grazie all&#8217;hype e all&#8217;attenzione che si sono creati nei mesi precedenti all&#8217;evento. <strong>&#200; necessaria anche in questo caso una buona riflessione e una pianificazione importante</strong> (torna la parola pianificazione, notato? Perch&#233; nessuno obbliga a farlo, ma casualmente <strong>quando lo si fa le cose vanno meglio</strong>) per non contare sulla sola speranza di riuscire a fermare tanti sconosciuti per motivi misteriosi. Magari <strong>dedicare un anno o due a farsi le ossa in fiere pi&#249; piccole</strong>, cos&#236; da trarre poi i massimi benefici nella zona incubatore del Salone (a prezzi ridotti ma comunque importanti, per una piccola CE). Stessa cosa per i self: passare la selezione, pagare e poi vivere cinque giorni di fiera con l&#8217;angoscia perch&#233; non si sa come fermare le persone &#232; davvero la strategia migliore?</p><p><strong>Questo vale anche per i content creator</strong>, anche se non hanno costi per lo stand: per coprire un evento con tanta concorrenza <strong>bisogna avere idee originali</strong> (e non solo copiare i trend o le idee degli altri<a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-3" href="#footnote-3" target="_self">3</a>: quest&#8217;anno ha spopolato l&#8217;audio del film Hook &#8220;non cercare di fermarmi, Spugna [...] fermami, Spugna&#8221; e ho finito per <em>odiarlo</em>) o <strong>una voce che permetta di distinguersi.</strong></p><p>Allora <strong>perch&#233; non fare pratica con eventi pi&#249; piccoli e meno coperti?</strong> Potrebbe essere un modo anche per <strong>creare collaborazioni di valore</strong>, magari con iniziative che rientrano nel grande ombrello organizzativo del Salone del Libro, no?</p><div><hr></div><h3>La cassetta dei suggerimenti</h3><ul><li><p><strong>Partiamo dal budget</strong>: quanto ti serve per partecipare al Salone dell&#8217;anno prossimo? Se non lo sai, <a href="https://ultimapagina.net/blog/2026/02/12/salone-del-libro-di-torino-2026-quanto-spenderai-chi-ci-sara-cosa-si-fara/#htoc-il-temibile-calcolatore">abbiamo lo strumento per te</a>!</p></li><li><p><strong>Se sei un editore o un autore self</strong>, <strong>hai un </strong><em><strong>business plan</strong></em> per calcolare le spese e il tempo necessario perch&#233; la tua partecipazione ti porti profitto?</p></li><li><p><strong>Ragiona su di te</strong>: quali sono le principali variabili che devi considerare (ferie da chiedere, questioni di salute fisica o mentale, problemi alimentari particolari) nella tua pianificazione?</p></li><li><p>Sai che su molte piattaforme di prenotazione alloggi <strong>puoi fermare gi&#224; oggi una camera o un appartamento per l&#8217;anno prossimo senza dover pagare adesso e con la possibilit&#224; di cancellare fino a pochi giorni prima della prenotazione</strong>?</p></li></ul><h4>E se non puoi partecipare&#8230;</h4><ul><li><p><strong>Ci sono eventi dedicati ai libri pi&#249; vicini a te o pi&#249; sostenibili del Salone del libro</strong> (per esempio, le iniziative che aderiscono quest&#8217;anno al <a href="https://www.salonelibro.it/news/tutte-news/2026/catalogo-festival-2026.html">progetto &#8220;Luci sui festival&#8221;</a>), che puoi usare per fare esperienza e far crescere la tua presenza online?</p></li><li><p>In ogni caso, <strong>evita di fare contenuti che ti facciano sembrare la volpe di Esopo</strong>: magari raccoglierai un po&#8217; di consenso da altri in preda alla FOMO come te, per&#242; in generale potresti dare un&#8217;immagine di te non proprio positiva.</p></li></ul><div><hr></div><h2>&#8230; e quella di chi invece al Salone c&#8217;&#232; andato: rompere il ciclo delle abbuffate culturali</h2><p>Anche <strong>essere in presenza al Salone non tutela dalla FOMO, anzi</strong>: ci si trova in uno spazio limitato bombardati da stimoli. L&#8217;ho sperimentato in prima persona: la domenica, tra una presentazione e un giro per gli stand, <strong>mi ha preso una malinconia pesante nel realizzare che non avrei potuto avere &#8220;tutto&#8221;</strong>. N&#233; seguire tutti gli incontri che mi interessavano (sono ancora un po&#8217; triste per aver dimenticato di prenotare Bianca Pitzorno, lo ammetto), <strong>n&#233; tutti i libri e riviste culturali che vorrei leggere</strong>.</p><p>Mentre iniziavo ad annaspare in questa tristezza, per&#242;, <strong>mi sono resa conto che non era solo un problema di organizzazione per gli eventi o di soldi: ci sono altre risorse limitate di cui tenere conto</strong>. Da un lato, lo spazio in casa, ma dall&#8217;altro &#8211; soprattutto! &#8211; il <em><strong><mark data-color="#cfe2f3" style="background-color: rgb(207, 226, 243); color: rgb(0, 0, 0);">tempo</mark></strong></em>.</p><div class="callout-block" data-callout="true"><p style="text-align: center;">Neanche se domani vincessi quella lotteria per cui ti versano &#8220;lo stipendio&#8221; tutti i mesi per vent&#8217;anni e potessi dedicarmi solo alla lettura, riuscirei a esaurire la mia TBR.</p></div><p>Anche perch&#233; <strong>nel frattempo ogni anno uscirebbero almeno altri 85.000 nuovi titoli</strong>&#8230; e non vorrei neanche <strong>ridurre la lettura a una corsa insostenibile a consumare pi&#249; libri possibili.</strong></p><p>Questa consapevolezza razionale  non mi ha impedito, scartabellando i libri allo stand di un editore che amo molto, di sentirmi davvero <em>sopraffatta</em>. <strong>Cosa prendo? Cosa scelgo? Cosa compro?</strong> Sono momenti in cui un po&#8217; invidio chi &#232; monotematico nelle letture &#8211; anche se immagino che nemmeno questo metta al sicuro da una scelta troppo vasta &#8211; perch&#233; <strong>anche decidere a cosa dedicarmi a volte mi crea problemi</strong>: scelgo il romanzo leggerino che mi fa stare bene, quello di bianca un po&#8217; pi&#249; peso, la graphic novel? Oppure il saggio su quell&#8217;argomento a cui tengo molto, o qualcosa ancora di &#8220;professionalizzante&#8221;?</p><p>&#200; un problema da primo, primissimo mondo? Ma ovvio che s&#236;.</p><p>Sono molto grata che il mio &#8220;dramma&#8221; sia quanto budget posso spendere al Salone del Libro prima delle prossime fatture, ci mancherebbe. Tuttavia questa consapevolezza, nell&#8217;esatto momento che ti assale l&#8217;ansia, non &#232; per niente d&#8217;aiuto.</p><h2>Se la passione diventa compulsione e riporta nei meccanismi pi&#249; tossici</h2><p>Ho iniziato a pensare a questo meccanismo come a una &#8220;abbuffata culturale&#8221; nei giorni successivi al rientro da Torino, quando (grazie alla mia psic) <strong>ho realizzato che ho spostato, o allargato, il mio disturbo del comportamento alimentare dal cibo ad altre cose</strong>, quelle che in teoria dovrebbero farmi stare bene, questo anche fuori dal Salone. Invece di scegliere un&#8217;attivit&#224; che mi faccia staccare dal lavoro e mi rilassi, devo apparentemente infilarne almeno tre in un singolo pomeriggio con tempi di spostamento ridicoli. Come andr&#224; mai a finire? <em>Male</em>.</p><div class="callout-block" data-callout="true"><p><strong>E invece di scegliere il prossimo libro da leggere, spesso sento il bisogno di prenderne cinque in biblioteca, comprarne qualcun altro (magari le offerte lampo online) e poi magari maxare i prestiti su MLOL, che sembra uno spreco lasciarli l&#236;.</strong></p></div><p>Non mi sorprende <strong>trovarmi, sempre pi&#249; spesso, esausta alla sera</strong>, con cinque o sei libri in lettura e una <strong>confusione mentale</strong> in cui non so pi&#249; quale personaggio appartiene a quale storia. <strong>Con l&#8217;ansia per i prestiti che si avvicinano alla scadenza</strong> e per decine di sfide di lettura che in teoria mi dovrebbero aiutare a &#8220;smaltire&#8221; i titoli che ho in sospeso da tempo, mentre spesso <strong>diventano dei motivi per non leggere.</strong> Peraltro, sapete a  cosa contribuisce tutto ci&#242;? Se avete risposto &#8220;a ricadere nel loop delle abbuffate compulsive di cibo&#8221;, avete indovinato.</p><p>E <strong>questa &#232; la mia normalit&#224;</strong>: figuriamoci quando mi trovo in un luogo come il Salone: deciiiiiine di editori difficili da incrociare altrimenti e di proposte accattivanti. Deciiiiiine di presentazioni che vorrei seguire e magari, quando sono al mio posto e l&#8217;autore che non vedevo l&#8217;ora di ascoltare, passo quell&#8217;ora sui social o sul sito della fiera pianificando il prossimo evento. Alla fine, <strong>non &#232; atipico che in una giornata mi passi tutta la magia del Salone, malgrado mesi di attesa e la gioia sincera di aver rivisto tanti amici e stretto nuove conoscenze.</strong></p><h2>Quali sono gli strumenti per combattere questo sistema?</h2><p>Innanzitutto, anche in questo caso, <strong>serve ricordarsi che l&#8217;edizione 2026 non &#232; l&#8217;ultimo Salone del Libro n&#233; la fine del mondo</strong>. &#200; la prima consapevolezza per uscire dal meccanismo &#8220;tutto e subito&#8221; o dall&#8217;idea che non ci sar&#224; un&#8217;altra occasione</p><p>Quest&#8217;anno, <strong>due pensieri mi hanno aiutato</strong>: &#8220;ok, per&#242; poi me li devo riportare a casa in treno, tutti &#8216;sti libri&#8221; e &#8220;ho zero spazio in caso&#8221;. <em>Pro tip: avere in programma di andare a convivere a breve e di dover condividere quel poco spazio ancora a disposizione &#232; un ottimo deterrente allo shopping impulsivo!</em></p><p>Al di l&#224; delle contingenze schiena&amp;scaffali, mi sono anche chiesta: <em>&#8220;ok, tra tutti questi libri, quanti ne posso recuperare in biblioteca (fisica e digitale)? Di quanti ho effettivamente *bisogno* adesso? Quanti ne possono leggere &#8211; oltre a quelli gi&#224; programmati &#8211; nel prossimo futuro?&#8221;</em></p><p><strong>Forse &#232; una riflessione che dovremmo fare pi&#249; spesso</strong>. Non voglio giudicare le pile di libri in casa in attesa: ne ho diverse anche io proprio adesso, oltre alle decine di ebook (che per me formano un totale di 250 titoli disponibili e ancora non letti). Dopotutto, collezionare libri non coincide con l&#8217;hobby di leggerli, e in questo <strong>Umberto Eco &#232; sempre un faro di consolazione per tutte noi.</strong><a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-4" href="#footnote-4" target="_self">4</a></p><p>Per&#242; ecco&#8230;</p><p><strong>Questo significa che dopo questo Salone smetter&#242; di comprare?</strong> Ahahaha, per carit&#224;; per&#242;&#8230; vorrei darmi una calmata, <strong>perch&#233; se il piacere di impilare i libri supera quello di leggerli, credo di essere andata un pochino oltre</strong>. Sanno essere dei bellissimi complementi d&#8217;arredo, ma in fondo (quasi tutti) li ho scelti perch&#233; mi interessava il loro contenuto.</p><p>Per esempio, per contenere in altri settori il mio bisogno di shopping sull&#8217;onda emotiva ho adottato qualche mese fa <strong>un meccanismo che mi ha aiutato molto a contenermi</strong>: scrivere le cose che volevo e metterle in una bustina nel mio bullet journal; <strong>se dopo un certo periodo di tempo</strong>, riguardando i bigliettini, sentivo ancora il bisogno di comprare quella cosa, valutare l&#8217;acquisto o usarlo come bonus dopo aver completato un lavoro o dopo essermi tolta una cosa rognosa dalla to do list.</p><p>Questo avrebbe per&#242; uno svantaggio: <strong>non vorrei continuare ad aggiungere titoli sulla mia TBR di Goodreads</strong>, per poi trovarmi tra qualche anno a domandarmi perch&#233; diavolo ci fosse quel volume, cosa mai mi avesse interessato. Non so se aprire l&#8217;ennesima lista &#8220;libri che vorrei leggere&#8221;, o se aggiungere su GR le note private su cosa mi intrigato sul momento. Potrebbe essere utile? Ecco, <strong>se avete idee qua, sono tutta orecchie.</strong></p><p><strong>Per il Salone, la mia regola di base &#232; cercare di non comprare libri di grandi gruppi editoriali salvo occasioni particolari</strong> (per esempio, un&#8217;amica che pubblica con Gribaudo e pu&#242; fare l&#8217;autografo), o editori che regalano cose, e piuttosto <strong>cercare di scegliere per lo pi&#249; editori che non conosco e/o che &#232; difficile recuperare</strong> se non dall&#8217;e-commerce del loro sito. In questo, devo dire che il mio bottino ha abbastanza rispettato le premesse.</p><p>In generale, <strong>ognuno si pu&#242; dare delle regole in cui &#232; &#8220;a suo agio ma non troppo&#8221;</strong>, cucite sulle proprie necessit&#224; e debolezze. <strong>Conosco chi &#232; salita al Salone con una lista della spesa ben definita ed &#232; rimasta sul piano originario</strong> (la mia stima, tra parentesi); questo per me non funzionerebbe, perch&#233; a me piace proprio andare e scoprire stand che non conosco. Per&#242; credo che anche in questo caso serva essere onesti con se stessi: <strong>cosa ci triggera, cosa ci porta a comprare e, soprattutto, quanto ci sentiamo in colpa dopo, una volta passata la botta di dopamina dall&#8217;aver strisciato la carta?</strong></p><p>La stessa cosa vale per eventi e presentazioni: <strong>che senso ha iscriversi a cento appuntamenti, se poi non si sta a sentire il contenuto?</strong> Quanto posso stare senza scrollare il telefono? E che senso ha crearsi un programma irrealistico per quantit&#224; di impegni, distanze da percorrere e tempo inesistente tra un evento e l&#8217;altro?</p><p>Penso che <strong>per l&#8217;anno prossimo mi far&#242; non tanto la lista della spesa quanto una &#8220;bucket list&#8221;, una lista dei desideri</strong>. Per esempio, quest&#8217;anno mi &#232; dispiaciuto non essere salita in Pista 500, complice anche il meteo senza senso. Cercher&#242; l&#8217;anno prossimo di non farmela mancare, perch&#233; nel 2025 mi era piaciuta tantissimo l&#8217;esperienza.</p><p>Per&#242;, alla fine, anche l&#8217;idea di <strong>un Salone da vivere come una esperienza e non come una lista di caselle da smarcare</strong> non mi dispiace.</p><div><hr></div><h3>La cassetta dei suggerimenti </h3><ul><li><p><strong>Una buona organizzazione sensata</strong> e, anche qui, <strong>consapevole</strong> delle proprie variabili dovrebbe aiutare a contenere l&#8217;abbuffata culturale e la FOMO</p></li><li><p>Quanto spesso ti capita di fare un&#8217;abbuffata culturale? <strong>Che emozioni te la scatenano di solito?</strong></p></li><li><p><strong>Fai un esperimento</strong>: scrivi una lista degli ultimi dieci titoli che avresti voluto comprare e non la guardare per una decina di giorni o due settimane. Passato questo tempo, la tua voglia di avere questi libri &#232; altrettanto intensa?</p></li><li><p><strong>Biblioteche digitali e fisiche e librerie dell&#8217;usato</strong> sono buoni strumenti per contenere le spese, tu ne utilizzi?</p></li></ul><div><hr></div><h2>La FOMO &#232; un sentimento capitalistico</h2><p>Una cosa che mi ha lasciata sorpresa dei tanti riferimenti alla &#8220;FOMO da Salone&#8221; <strong>&#232; quanto sia facile vedere il Salone del Libro come evento capitalista</strong> (magari allibendo mentre lo si realizza), ma <strong>l&#8217;incapacit&#224; di vedere quanto anche la FOMO sia un costrutto capitalistico.</strong></p><p><strong>I social che la alimentano sono tra gli strumenti pi&#249; beceri e forti del capitalismo odierno</strong> &#8211; dovremmo sempre ricordarci che quando scrolliamo e mettiamo like e commenti, stiamo di fatto <em>lavorando gratuitamente</em> per far guadagnare una piattaforma &#8211; <strong>e contribuiscono tantissimo alla nostra ansia.</strong></p><p><strong>Ma anche l&#8217;abbuffata culturale &#232; una forma di oppressione capitalista</strong> che richiama un po&#8217; i signori di grigi di Momo: dobbiamo avere <em>pi&#249; </em>cose (comprare pi&#249; libri &#8211; <em>comprare</em>, non leggere &#8211; partecipare a <em>pi&#249; </em>eventi, collezionare <em>pi&#249; </em>autografi e cos&#236; via) e <em><strong>dobbiamo</strong></em> correre, correre, <em>correre</em> perch&#233; <strong>il tempo non &#232; mai abbastanza</strong>.</p><p><strong>Farci rubare il tempo, instillare in noi ansie e frustrazioni che probabilmente ci porteranno a comprare di pi&#249; per compensare. </strong>Insomma, <strong>la FOMO &#232; una gran fregatura ed &#232; una delle massime espressioni del capitalismo.</strong> E lo fa in una maniera subdola, perch&#233; <strong>ci incattivisce, ci fa sentire inadeguati</strong>, ci fa invidiare o detestare chi pu&#242; partecipare a pi&#249; eventi di noi o pu&#242; comprare pi&#249; libri (magari facendoci ignorare anche quella persona vive le stesse insicurezze).</p><p>Ma poi: &#8220;dobbiamo&#8221;&#8230; <em>perch&#233;?</em></p><h2>Riprendiamoci la scelta</h2><p><strong>La cura, io credo, sia riprenderci la bellezza della scelta</strong>. Che non deve essere vista come una rinuncia negativa, ma un modo di <strong>valorizzare le cose che abbiamo davvero potere di goderci</strong>. Non so se questo obiettivo rientri nella definizione di JOMO (<em>Joy of Missing Out</em>), che onestamente mi sembra solo una definizione che si oppone a quella di FOMO ma che scivola nello stesso problema: non essere una scelta, bens&#236; una &#8220;posa&#8221;.</p><p>Penso che <strong>la chiave non sia rinunciare a tutto, ma fare delle scelte consapevoli</strong>, in base a quelle variabili che ho nominato prima, e non torturarci col dubbio <em>&#8220;e se avessi scelto diversamente?&#8221;.</em> Poi s&#236;, <strong>potremo sempre farci fregare dall&#8217;evento che sulla carta sembrava fantastico o dal libro che non rispecchia le promesse della quarta di copertina</strong>. Continuer&#224; a succedere. <strong>Ma l&#8217;importante &#232; che non smettiamo di scegliere.</strong></p><p>Anche perch&#233; <strong>il capitalismo non finir&#224; domani</strong> &#8211; e non &#232; detto che il sistema sostitutivo, nel caso, sarebbe migliore &#8211; <strong>e dovremo continuare a viverci dentro</strong>, sia che siamo lettori, autori, editori&#8230; da lettori, per&#242;, possiamo <em>scegliere </em>su quali autori e quali editori investire e contribuire a far s&#236; che il loro lavoro continui a essere sostenibile. Scegliendo buone pratiche laddove &#232; possibile, cercando magari di avere delle abitudini di acquisto variegate&#8230; perch&#233;, malgrado <strong>l&#8217;editore abbia ragione</strong> nel dire che con la vendita diretta evita di lasciare una grossa parte del prezzo di copertina alla distribuzione, <strong>hanno anche ragione le librerie del territorio</strong>, le quali svolgono ruolo di importante presidio sociale.</p><p><strong>Non c&#8217;&#232; la ricetta giusta</strong>, neanche in questo caso, <strong>se non essere consapevoli dell&#8217;uso che facciamo delle nostre risorse</strong>, economiche e non, e di come <em>scegliamo </em>di vivere le nostre passioni, possibilmente senza paure e senza ansie.</p><p>Spero che questa riflessione possa essere di aiuto e non suonare troppo paternalista. Io non ho certo tutte le risposte (anzi!) e sto lavorando per tenere sotto controllo le mie ansie e i miei meccanismi tossici&#8230; per&#242; <strong>credo sinceramente che se ci riprendessimo un pochino di controllo e di consapevolezza</strong>, ci aiuterebbe a ritrovare la magia del Salone e, pi&#249; in generale, della nostra passione per la lettura.</p><p>Ecco.</p><div><hr></div><p>Dato che stiamo parlando di <strong>becero capitalismo</strong> e di ingrassare le piattaforme, noi questo mese abbiamo (per l&#8217;appunto) <strong>parlato soprattutto del Salone</strong>: trovate <a href="https://ultimapagina.net/blog/2026/05/26/il-nostro-reportage-collettivo-sul-salone-del-libro-2026/">il reportage sul blog</a>, il book haul e un po&#8217; di fotine belle (se vi interessa vedere i nostri faccini) su <a href="https://www.instagram.com/ultima_pagina">Instagram</a>.</p><p><strong><a href="https://quest.ultimapagina.net/">La caccia al tesoro</a></strong> sembra sia piaciuta, nonostante il down di Internet ci abbia colpite il sabato; invece di adagiarci sugli allori, <strong>stiamo gi&#224; lavorando alla prossima edizione</strong>.</p><p>&#8230; <strong>Che non sar&#224; al Salone</strong><a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-5" href="#footnote-5" target="_self">5</a>, ma a un&#8217;altra importante fiera editoriale &#128526;</p><p><strong>Prossimamente</strong> torneremo con recensioni, live, articoli generali, quindi se sei fra le persone che si son rotte del SalTo, stay tuned: <em>finalmente </em>maggio &#232; finito.</p><p>Nel mentre, domandona: <strong>se facessimo qualche live molto scialla e amichevole per parlare di noi, dei progetti, dei dietro le quinte, che dite?</strong> Vi incuriosice?</p><p>&#200; che c&#8217;&#232; &#8216;sto trend ma non capiamo se davvero alla gente interessa o meno D: aiutateci!</p><div class="poll-embed" data-attrs="{&quot;id&quot;:521728}" data-component-name="PollToDOM"></div><p></p><h2>Cose belle sul web </h2><p>Nel frattempo ci sono amiketty (e non) che hanno fatto cose belle:</p><ul><li><p>FOMO e social si alimentano, cos&#236; approfittare del tema del nostro pezzo per consigliarvi questo pare una buona idea:</p></li></ul><div class="embedded-post-wrap" data-attrs="{&quot;id&quot;:198983422,&quot;url&quot;:&quot;https://mickpaolino.substack.com/p/il-bisogno-costante-di-far-parte&quot;,&quot;publication_id&quot;:5027702,&quot;publication_name&quot;:&quot;La Zona di Mick&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!-LE4!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2e7995b1-bb3f-45ac-b544-ffcbbd39615d_999x999.png&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Il bisogno costante di far parte di qualcosa&quot;,&quot;truncated_body_text&quot;:&quot;Conoscere il contesto in cui ci si muove &#232; pi&#249; utile che aspettare che arrivi una regolamentazione esterna a tutela di qualcosa che si fatica a percepire come bisogno essenziale per il benessere della persona.&quot;,&quot;date&quot;:&quot;2026-05-25T08:12:11.808Z&quot;,&quot;like_count&quot;:8,&quot;comment_count&quot;:2,&quot;bylines&quot;:[{&quot;id&quot;:11891650,&quot;name&quot;:&quot;Mick&quot;,&quot;handle&quot;:&quot;mickpaolino&quot;,&quot;previous_name&quot;:null,&quot;photo_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/16f60042-0eb4-48d9-860a-e338cce687bd_1024x1024.png&quot;,&quot;bio&quot;:&quot;Mick here. Welcome to a world based on telling lies. The bigger the better. Fiction to trigger your nightmares. Advice from a nobody. 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Cos&#8217;&#232; CataList, dite?</p></li></ul><ul><li><p><a href="https://catalistbooks.it/">CataList &#232; uno strumento per autor&#601;</a> che ci sta dando <strong>tante soddisfazioni,</strong> e stiamo cercando di capirne le potenzialit&#224; per chi legge ebbasta (ci siamo, io lo sooooo), quindi se vi va di darci un occhio e pasticciare e/o condividerlo con amicy, <strong><a href="https://catalistbooks.it/registrati">&#232; gratis</a></strong> (per chi legge, per chi ci vorrebbe lavorare ci sono i vari piani).</p></li><li><p>A proposito di UP Academy, <strong>il 30 giugno scade l&#8217;early bird sui nostri corsi</strong>: ce ne sono <a href="https://editing.ultimapagina.net/">due sull&#8217;editing</a>, <a href="https://farlafranca.ultimapagina.net/">uno di scrittura</a> - in collaborazione con due agenti letterari -e <a href="https://grammageddon.ultimapagina.net/">uno di grammatica</a>. Partono tutti a settembre. Dateci un occhio! </p></li><li><p>&#200; USCITA LA SERIE DI ZEROCALCARE, LA GUARDIAMO ASSIEME?! Perch&#233; sicuro piangeremo anche a questo giro, ma proprio 100%</p></li></ul><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-1" href="#footnote-anchor-1" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">1</a><div class="footnote-content"><p>Dimenticheremo mai l&#8217;ero&#601; a cui venne sequestrato un frullatore all&#8217;ingresso, nel 2018? No. Se mai leggessi queste righe, nostr&#601; ero&#601;, palesati!</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-2" href="#footnote-anchor-2" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">2</a><div class="footnote-content"><p>E anche offensivo, a volte.</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-3" href="#footnote-anchor-3" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">3</a><div class="footnote-content"><p>Vi fissiamo, sappiatelo.</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-4" href="#footnote-anchor-4" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">4</a><div class="footnote-content"><blockquote><p>&#200; sciocco pensare di dover leggere tutti i libri che compri, come &#232; sciocco criticare chi compra pi&#249; libri di quanti ne potr&#224; mai leggere.</p></blockquote></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-5" href="#footnote-anchor-5" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">5</a><div class="footnote-content"><p>Per&#242; torner&#224; <em>anche</em> al Salone 2027, non temete.</p></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Sarà vero che gamificare migliora tutto?]]></title><description><![CDATA[a.k.a. fare un misto fra caccia al tesoro e orienteering al Salone Internazionale del Libro di Torino pu&#242; rendere l&#8217;esperienza perfino migliore?]]></description><link>https://update.ultimapagina.net/p/sara-vero-che-gamificare-migliora</link><guid isPermaLink="false">https://update.ultimapagina.net/p/sara-vero-che-gamificare-migliora</guid><dc:creator><![CDATA[Ultima Pagina]]></dc:creator><pubDate>Fri, 08 May 2026 10:11:27 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!dwdn!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fca5346a0-a60e-489e-aee9-52fba064c1b7_186x186.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Salone del Libro di Torino</strong> &#232; una fiera strana: esaltante e sfiancante assieme, criticata per la <strong>FOMO</strong> che genera, ammirata per la <strong>FOMO</strong> che genera, densa e piena di incontri e persone. E <strong>libri</strong>.</p><p>La frequentiamo da <em>anni</em> e ci siamo accorte che <strong>funziona un po&#8217; come una pizzeria</strong>: ci vai con grandi piani, pensi all&#8217;esperienza esotica e strana che progetti di vivere&#8230; ma la scelta &#232; cos&#236; soverchiante che finisci con la solita pizza, quella che prendi sempre. Ecco: la metafora sta a indicare che <strong>anche in fiera alla fine vai sempre dalle stesse CE, parli sempre con le stesse persone, vedi libri che gi&#224; avevi visto sui social e non scopri nulla di nuovo.</strong></p><p>&#8230; che due palle, s&#236;?</p><p>Abbiamo provato a pensare a un modo per creare qualcosa che permettesse di, beh, evitare la solita pizza. Ma che allo stesso tempo non rubasse tempo a chi al Salone ci lavora n&#232; energie a chi gi&#224; deve concentrare, magari in una sola giornata, vita sociale e shopping. E che fosse gratis, punto cruciale.</p><p>E ne &#232; nata una <strong>caccia al tesoro!</strong></p><p>Ora, teoricamente una caccia al tesoro avrebbe indizi che portano da un punto all&#8217;altro, ma abbiamo temuto che questo violasse le condizioni di &#8220;zero sbattimento&#8221; menzionate prima. Quindi: <strong>orienteering</strong>. Lo facevate anche voi? Quelle ore nei boschi, col fango, una mappa, le lanterne con cui forare la schedina che dimostrava inequivocabilmente il vostro valore?</p><p>Se non l&#8217;avete mai fatto, sar&#224; una stupenda prima volta e senza fango.</p><p>Se l&#8217;avete fatto, bentornati alla vostra infanzia! E senza fango!</p><h2><strong>Chi, cosa, dove, come, quando</strong></h2><p><strong>Ventuno case editrici</strong> da scoprire, altrettante domande a cui rispondere correttamente, <strong>tre giorni</strong> per farlo<a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-1" href="#footnote-1" target="_self">1</a>.</p><p>Sapete quale deve essere la tiratura minima di un libro? E chi &#232; un promoter? Qual &#232; stata la capitale europea della stampa nel XVI secolo? E quali sono le caratteristiche dell&#8217;hard boiled?</p><p>Se siete gi&#224; in crisi, non siatelo!</p><p>Ma lasciate che prima pensiamo a quelle persone che hanno annuito e spavaldamente pensato <em>&#8220;Certo che s&#236;, tutto facile&#8221;</em>.</p><p>Ecco: se visitate il Salone del Libro di Torino la settimana prossima, <strong>fra venerd&#236; 15 e domenica 17 maggio</strong>, <strong>dimostrateci che davvero le sapete tutte e non &#232; solo spavalderia.</strong></p><p>Che risponderete a tutte le domande correttamente, e in brevissimo tempo, dominando la classifica e portando a casa con voi la <strong>Gloria</strong>, gli <strong>Applausi</strong> (e alcuni graziosi gadget).</p><p>Se invece siete in crisi&#8230; avete una settimana per studiare e poi provarci.</p><p>Credevate vi dessimo gi&#224; le risposte, ah?</p><p><strong>Le informazioni complete, gli editori che partecipano e altre cosette le trovate <a href="https://quest.ultimapagina.net">qua</a>,</strong> che &#232; anche il link corretto per iscriversi. </p><p>Come dicevamo prima: <strong>&#232; gratis, facile ma non troppo, non vi chiede di correre ma solo di fidarvi delle pizze del giorno.</strong></p><p>Ehm, dei nostri consigli. </p><p>Ci vediamo al Lingotto? </p><p><em>[Dai anche un&#8217;occhiata alla nostra <a href="https://ultimapagina.net/guida-al-salone-del-libro-di-torino/">iper magnificente guida alla sopravvivenza al Salone del Libro</a>, giunta alla sua quinta edizione, cos&#236; amata che viene copiata in ogni parte dell&#8217;internet!]</em></p><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-1" href="#footnote-anchor-1" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">1</a><div class="footnote-content"><p>si pu&#242; partecipare tutti e tre i giorni, oppure solo uno: in quel caso le CE saranno sette, le domande anche</p><p></p></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[L’Indie e le Fiere]]></title><description><![CDATA[Prepararsi all'inferno]]></description><link>https://update.ultimapagina.net/p/lindie-e-le-fiere</link><guid isPermaLink="false">https://update.ultimapagina.net/p/lindie-e-le-fiere</guid><dc:creator><![CDATA[Melanto Mori]]></dc:creator><pubDate>Sun, 26 Apr 2026 07:56:13 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!v5r7!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F67a47a63-377e-4b2f-9eb8-7ea671f48d2a_622x477.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Ah! Eccoci qua!</p><p>Lo sentite quel profumino nell&#8217;aria? Quel sentore polveroso, con lievi note minerali e metalliche? Qualcosa di nuovo. Di molto nuovo. Come un bel libro appena stampato.</p><p>Sissignore, siamo in quel periodo dell&#8217;anno in cui il <strong>Salone del Libro &#232; ormai alle porte</strong> e siamo pront&#477; a far partire il conto alla rovescia, mentre mettiamo mano agli ultimi preparativi.</p><p><em>Ma mancano ancora venti giorni!<br></em>Incorretto: mancano <strong>SOLO</strong> venti giorni.</p><p>Benvenut&#477; nel concetto di <strong>relativit&#224; del tempo</strong> che cambia le sue carte tra l&#8217;essere un&#477; semplice ospite e l&#8217;essere un espositore.</p><p>Una relativit&#224; che non vale solo per il Salone (perch&#233; le fiere di settore sono tante e varie, gasp!).</p><p>Quello che segue vuole essere un piccolo assaggio di quella che solitamente &#232; la routine di un&#477; autor&#477; indipendent&#477; che decide di <strong>scendere in prima linea e partecipare a una fiera.</strong></p><p><strong>L&#8217;autor&#477; indipendent&#477; &#232; quella specie che si accolla tutte le rotture di cazzo</strong> che, solitamente, in una casa editrice verrebbero smezzate tra le varie figure che ne fanno parte.</p><p>Tutto comincia al mattino, <strong>quando si alza dal letto e prende le goccine.</strong></p><p>Scegliere di partecipare a una fiera di settore, non significa <em>aprire</em> <em>le finestre al nuovo sole</em> e pensare: <em>questo week-end c&#8217;&#232; Librosi Pulciosi, adesso mi iscrivo e mi prendo un banchetto.</em></p><p>Se tutto va bene (e la fiera &#232; molto piccola) magari se la cava con una pianificazione di minimo quattro/cinque mesi. Ma quando si tratta di fiere medio-grandi e grandissime (ciao, SalTo) si pensa di anno in anno (&#477; pi&#249; skillat&#477; stilano un calendario).</p><p>Chi deve partecipare quest&#8217;anno, credetemi, sta gi&#224; pensando a cosa porter&#224; l&#8217;anno prossimo e a come potr&#224; migliorare quella che &#232; stata l&#8217;organizzazione per l&#8217;edizione corrente.</p><p><em>Ma se ancora la devono fare?!</em></p><p>Eheh, car&#477; voi, per questo servono le goccine.</p><p>Una volta che l&#8217;Indie decide di partecipare a una fiera, <strong>monitorer&#224; i bandi.</strong> Ovviamente, deve stare sul pezzo perch&#233; nelle fiere non c&#8217;&#232; posto per tutt&#477;, quindi presa la decisione: occhi aperti e click pronto per iscriversi appena se ne ha la possibilit&#224; (in molti casi i posti finiscono subito), e <em>sghei </em>sulla carta per l&#8217;acconto.</p><p>Fatto questo&#8230; <strong>LET THE DRAMA BEGIN!</strong></p><p>Perch&#233; adesso <strong>l&#8217;Indie si splitta</strong>, fa la mitosi come le cellule e compila un elenco con tutto quello che dovr&#224; fare e tutti gli aspetti che dovr&#224; considerare.</p><p>No, <strong>non pu&#242; delegare a nessuno</strong> (chi se l&#8217;accolla st&#8217;accollo? &#477; partner non valgono, hanno un contratto di schiavit&#249;).</p><p>Ha voluto essere indipendente? <strong>Gli hanno mollato la bicicletta coi pedali duri.</strong> Dai, che &#232; tutta ginnastica!</p><p>La prima cosa da decidere &#232;: <em>che libri porto?</em></p><p>Perch&#233; non sempre si ha l&#8217;occasione di poter esporre l&#8217;intero catalogo (soprattutto se ha scritto un&#8217;enciclopedia in trentaquattro volumi &#8211; se &#232; un&#477; Indie Romance potrebbe averlo fatto!), o anche i mezzi materiali per portare tutti i libri (se stampa con Amazon gli arrivano i piombi).</p><p>Verr&#224; effettuata una selezione: <strong>di sicuro ci saranno le novit&#224;, poi i cavalli di battaglia</strong> (quelli che fanno fare gli <em>sghei</em>) <strong>e infine le rimanenze</strong> (perch&#233; se le deve lev&#224; dai coglioni<a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-1" href="#footnote-1" target="_self">1</a>. Lo spazio in cantina serve per le bottiglie di vino e per i cadaveri de&#477; suo&#477; nemic&#477;).</p><p>Contestualmente <strong>organizza i preordini</strong>. E l&#236; s&#236;, che pu&#242; estenderli a tutta la sua produzione, anche ai libri che non rientreranno nella selezione finale: perch&#233; sono vendite gi&#224; fatte e <strong>sono quelle che aiuteranno a coprire una parte dei costi</strong> (almeno, cos&#236; funziona per me, di solito &#8211; raga, vendo pi&#249; di preordini che in fiera, ma io in fiera so &#8216;na pippa).</p><p>Ora per&#242; &#232; il momento di vedere i <strong>gadget</strong>.</p><p>Se voi siete addentro al mondo degli <strong>Indie Romance</strong> questa parte la conoscerete molto bene, perch&#233; &#232; quella che accompagna prevalentemente la nostra produzione. Le lettrici di Romance (femminile sovraesteso di proposito) sono abituate che dagl&#477; Indie saranno <strong>sommerse di sciocchezzuole carine</strong> associate ai romanzi: possono essere cose piccine made in<em> Grandi Negozi Che Vendono Online Dall&#8217;Oriente </em>oppure cose commissionate in maniera artigianale, segnalibri, cartoline. E infine le cose pi&#249; ricercate e pi&#249; richieste: gli <strong>spray edges.</strong></p><p>Tranquill&#477; per&#242;, perch&#233; <strong>tutta questa parte di lavoro si ridurr&#224; drasticamente uscendo dal campo del Romance</strong>. Negli altri generi, la cura del gadget &#232; meno preponderante fino a scomparire del tutto. Al massimo si tratter&#224; della stampa di un segnalibro o di un bigliettino da visita (fortunat&#477;!).</p><p>Bene.</p><p>Ora che l&#8217;Indie sa cosa portare e di quali gadget rifornirsi, tocca pensare all&#8217;<strong>allestimento</strong> del proprio spazio.</p><p>Essendo che <strong>l&#8217;Indie &#232; un&#477; mortaccion&#477; pover&#477; in canna</strong>, non pu&#242; permettersi di chiamare un allestitore e mollargli il lavoro (a chi non piacerebbe avere quelli che si occupano dello stand dell&#8217;Ippocampo? *-* chiss&#224; che faranno quest&#8217;anno!), deve quindi <strong>arrangiarsi</strong> e riuscire a tirare fuori il massimo dal minimo.</p><p>Osservare gl&#477; altr&#477; pu&#242; essere davvero un buon modo per iniziare a farsi un&#8217;idea. Perch&#233;, diciamocelo, chi &#232; alle prime armi spesso si congela come il leprotto davanti ai fari della macchina: <em>ommioddio, che devo fare?! Ho tutto questo spazio, come lo uso?! Mi servono gli stand, mi serve qualcosa per coprire il tavolo, mi serve qualche decoro! Panico, panico, panico!</em></p><p>Spesso <strong>si tende a prendere troppe cose</strong> per poi rendersi conto che non funzionano (hello, it&#8217;s me! Ma tranquill&#477;, niente andr&#224; perduto: &#232; tutta esperienza, torneranno utili la prossima volta).</p><p>Io ho trovato delle <strong>buone idee guardando le artist alley alle fiere del fumetto.</strong></p><p>Certo, ci&#242; che esponiamo ha un &#8220;peso&#8221; completamente diverso (un&#8217;illustrazione non peser&#224; quanto un libro di 300 pagine), ma le griglie espositive erano perfette anche nel mio caso in cui potevo s&#236; piazzarci dei libri, ma anche esporre le cartoline.</p><p><strong>Regola d&#8217;oro: ottimizzare lo spazio; se non ti puoi allargare, vai in verticale.</strong></p><p>Perch&#233; tutto dipende molto anche dallo spazio che l&#8217;Indie ha a disposizione. In alcune fiere potr&#224; avere un metro, un metro e mezzo anche due, un tavolo intero solo per s&#233;. Ma in altre avr&#224; a disposizione solo quattro metri quadri da dividere con altr&#477; sette collegh&#477; (<strong>Eccoci! Lo stand del Romance MM, Pad2 F113 vi aspetter&#224; al SalTo!</strong>), in quel caso ogni cosa andr&#224; rivalutata in gruppo e le dinamiche saranno completamente diverse. Da un lato YAY!, perch&#233; l&#8217;Indie avr&#224; trovato altr&#477; Indie con cui smezzarsi l&#8217;organizzazione; dall&#8217;altro GNIII!, la selezione di cosa portare diventer&#224; ancora pi&#249; dura.</p><p>Ma &#232; cos&#236; che piace a noi Indie: <strong>vivere le fiere una botta di ansia alla volta.</strong></p><p>L&#8217;ultimo passo sar&#224; pensare a <em>come</em> portare tutto in loco (e anche portarselo via, ma l&#8217;Indie spera sempre di vendere il pi&#249; possibile e di essere molto pi&#249; scaric&#477; di quando &#232; arrivat&#477; &#8211; anche per questo, dovr&#224; valutare bene quante copie portare, al di fuori dei preordini. L&#236; dovr&#224; decidere se essere: ottimista, realista, pessimista).</p><p>Se l&#8217;Indie vive in zona sar&#224; avvantaggiat&#477; e ridurr&#224; le spese (se &#232; motorizzat&#477;), altrimenti dovr&#224; mettere in conto gli spostamenti, l&#8217;alloggio e come far arrivare il materiale senza caricarselo in spalla e morire schiacciat&#477;.</p><p>Consiglio: <strong>il carrellino pieghevole &#232; un must have</strong>. Non tutte le aree fieristiche sono dotate di questi meravigliosi aggeggini che li aiuteranno a portare le loro scatole da una parte all&#8217;altra. O, se ne avranno, saranno molto pochi&#8230; e loro molto <em>tanti</em>.</p><p>Soprattutto, <strong>se la fiera &#232; il Salone del Libro</strong>, si troveranno a macinare chilometri tra la macchina e lo stand. <strong>Carrellino. Forever.</strong></p><p>Il giorno dell&#8217;allestimento, assieme a tutta la roba da esporre, l&#8217;Indie pi&#249; espert&#477; sapr&#224; anche di dover gi&#224; portare la <strong>scorta di vivande da lasciare l&#236;</strong> (soprattutto se la fiera &#232; articolata su pi&#249; giorni). Perch&#233; non &#232; un <em>Lepisma saccharina</em> e gli serve un po&#8217; di sostanza per sopravvivere: quindi via a pacchi di bottigliette, snacks, ecc.</p><p>Last but not least, c&#8217;&#232; un altro aspetto di cui l&#8217;Indie deve tenere conto (e magari, se non si &#232; lasciat&#477; sopraffare da tutto il resto nei mesi precedenti, ci avr&#224; gi&#224; pensato): <strong>l&#8217;abbigliamento</strong>. Anche questo ha una sua importanza, ma possiamo parlarne un&#8217;altra volta, se vi va.</p><p>Perch&#233; sarebbe bellissimo poter andare, portare i libri e lasciare che questi si vendano da soli, ma no. Dall&#8217;altra parte del tavolo c&#8217;&#232; l&#8217;Indie, in tutto il suo splendore e stanchezza accumulata dai mesi di preparazione. Al suo interno convive la voglia di andare in tanatosi anticipata per lo stress mentale, ma anche la carica a pallettoni perch&#233; <em>s&#236;, quello per cui si &#232; fatt</em>&#477;<em> il culo &#232; finalmente arrivato e vuole solo urlare come Godzilla ed emettere radiazioni.</em></p><p>Tutto questo avverr&#224; per&#242; solo dentro di l&#477;i, mentre per le prime ore sembrer&#224; l&#477; bimb&#477; spaesat&#477; e mollat&#477; al parchetto dalla mamma.</p><p>Poi si ricorder&#224; di avere (molto) pi&#249; di vent&#8217;anni e che se la deve cavare da sol&#477; e inizier&#224; a prendere confidenza con il mondo che l&#477; circonda e con voi.</p><p>Voi che passerete davanti al suo spazio, che siete il pubblico. Alcuni saranno amichevoli, altri l&#477; guarderanno con occhio critico, e magari qualcuno contribuir&#224; a farl&#477; tornare a casa pi&#249; legger&#477;. Ci sar&#224; anche chi borbotter&#224;: &#8220;s&#236;, ma i self sono quelli che non ce l&#8217;hanno fatta con le Case Editrici&#8221;, ma l&#477;i continuer&#224; a sorridere.</p><p>Perch&#233; l&#8217;Indie si &#232; forgiat&#477; nel fuoco di mille bestemmie.</p><p><strong>E comunque, ha le goccine.</strong></p><h2>Cose belle fatte da altre persone</h2><ul><li><p>Gli amicy di <strong>Scrittori &amp; Lettori Fantasy</strong> hanno da poco completato <a href="https://scrittorilettorifantasy.substack.com/p/di-principi-e-poveri-parte-2">una doppietta di articoli su come descrivere efficacemente il potere</a>.</p></li><li><p>Parlando di potere, non &#232; assurdo quanto ne abbia chi scrive, nel demolirsi da s&#233;? <strong>Chiara Beretta Mazzotta </strong>qualche settimana fa ha pubblicato una riflessione sulla scrittura e su come, a volte, <a href="https://substack.com/@bookblister/note/c-241142611?r=21g2yb&amp;utm_medium=&amp;utm_source=notes-share-action">chi scrive finisca per sabotarsi senza accorgersene</a>.</p></li><li><p>La rivista <strong>&#8220;Malgrado le mosche&#8221;</strong> chiude la parentesi dei <strong>PDFB</strong>, le raccolte di racconti in .pdf, <strong>ma belli</strong>. <a href="https://open.substack.com/pub/malgradolemosche/p/lultimo-tragico-pdfb-11-anno-v?utm_campaign=post-expanded-share&amp;utm_medium=post%20viewer">Qua l&#8217;ultimo numero</a> e se non lo leggete capite poco della vita. </p></li><li><p>Potreste notare esperimenti sul nostro profilo instagram. Ebbene, nonostante l&#8217;odio che la maggior parte di noi ha per la stregoneria dei video, ci stiamo applicando e studiamo, e nel caso sappiate che stiamo sviluppando una leggera ossessione per i <a href="https://mentafragola.com/">contenuti</a> di <a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PLE9buLkRhjSoh17noLinPjyrYdqKNgjjV">Federica Mentafragola</a>. Nel caso, se vi ossessionate anche voi, teniamoci compagnia. Chi porta le ciambelle? </p></li><li><p>Non strettamente editoriale, ma collegato alla <strong>IA </strong>(un tema che ci interessa sempre, il mese scorso ne parlava giusto <a href="https://update.ultimapagina.net/p/uso-lai-tutti-i-giorni-piu-volte">Linda</a>) c&#8217;&#232; <a href="https://fabiosabatini.substack.com/p/lai-spazzera-via-il-lavoro?triedRedirect=true">l&#8217;articolo di Fabio Sabatini</a>. Speriamo abbia ragione.</p></li></ul><p>E poi&#8230;</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!v5r7!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F67a47a63-377e-4b2f-9eb8-7ea671f48d2a_622x477.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!v5r7!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F67a47a63-377e-4b2f-9eb8-7ea671f48d2a_622x477.jpeg 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!v5r7!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F67a47a63-377e-4b2f-9eb8-7ea671f48d2a_622x477.jpeg 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!v5r7!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F67a47a63-377e-4b2f-9eb8-7ea671f48d2a_622x477.jpeg 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!v5r7!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F67a47a63-377e-4b2f-9eb8-7ea671f48d2a_622x477.jpeg 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!v5r7!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F67a47a63-377e-4b2f-9eb8-7ea671f48d2a_622x477.jpeg" width="622" height="477" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/67a47a63-377e-4b2f-9eb8-7ea671f48d2a_622x477.jpeg&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:477,&quot;width&quot;:622,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:71336,&quot;alt&quot;:null,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:&quot;image/jpeg&quot;,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:&quot;https://update.ultimapagina.net/i/195504758?img=https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F67a47a63-377e-4b2f-9eb8-7ea671f48d2a_622x477.jpeg&quot;,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!v5r7!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F67a47a63-377e-4b2f-9eb8-7ea671f48d2a_622x477.jpeg 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!v5r7!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F67a47a63-377e-4b2f-9eb8-7ea671f48d2a_622x477.jpeg 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!v5r7!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F67a47a63-377e-4b2f-9eb8-7ea671f48d2a_622x477.jpeg 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!v5r7!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F67a47a63-377e-4b2f-9eb8-7ea671f48d2a_622x477.jpeg 1456w" sizes="100vw" loading="lazy"></picture><div class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg role="img" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><title></title><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><h2>Il Salone sta arrivando &amp; altre cose di UP</h2><ul><li><p>Manca poco. E quest&#8217;anno abbiamo organizzato una roba che &#232; oggettivamente molto figa, perdonateci la mancanza di modestia: <strong>si tratta di una caccia al tesoro tra i padiglioni del Salone del Libro</strong>. Per saperne di pi&#249; (e iscriversi al sito, <em>conditio sine qua non</em> per giocare) andate su <a href="https://www.quest.ultimapagina.net">www.quest.ultimapagina.net</a></p></li><li><p>Fino al 30 aprile c&#8217;&#232; una promo sui corsi dell&#8217;<a href="https://academy.ultimapagina.net/menu-corsi">UP Academy</a>: no, niente 2x1, ma <strong>vi regaliamo un anno di abbonamento a <a href="https://catalistbooks.it/">CataList</a> se vi iscrivete a uno dei quattro corsi attualmente aperti</strong>. Per dire, se state cercando <a href="https://editing.ultimapagina.net/">un corso per diventare editor</a>, ne abbiamo ben due: <a href="https://editing.ultimapagina.net/editing-base">Editing 1</a> (il livello base) e <a href="https://editing.ultimapagina.net/editing-avanzato">Editing 2</a> (quello avanzato).</p></li><li><p>Quanto vi fidate della vostra <strong>grammatica</strong>? Potete mettervi alla prova col <a href="https://grammageddon.ultimapagina.net/testgrammatica">test di Grammageddon</a>. </p></li></ul><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-1" href="#footnote-anchor-1" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">1</a><div class="footnote-content"><p>Termine tecnico.</p></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Uso l’AI tutti i giorni, più volte al giorno]]></title><description><![CDATA[Anche se un po' me ne pento, e probabilmente me ne pentir&#242; ancora di pi&#249; in futuro]]></description><link>https://update.ultimapagina.net/p/uso-lai-tutti-i-giorni-piu-volte</link><guid isPermaLink="false">https://update.ultimapagina.net/p/uso-lai-tutti-i-giorni-piu-volte</guid><dc:creator><![CDATA[Linda Rando]]></dc:creator><pubDate>Sun, 29 Mar 2026 09:05:08 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!dwdn!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fca5346a0-a60e-489e-aee9-52fba064c1b7_186x186.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><em>[Piccola precisazione che reputo necessaria: parlo molto di ChatGPT, ma ho aderito a <a href="https://quitgpt.org/">QuitGPT</a> e ho scoperto Claude nell&#8217;autunno del 2025. &#200; diventata la mia AI preferita nel giro di pochissimo tempo, e gi&#224; da mesi prima di abbandonare ChatGPT utilizzavo a tempo pieno quasi solo Claude. La precisazione quindi &#232;: <strong>non sono abbonata a ChatGPT, e l&#8217;ho disinstallata da tutti i miei dispositivi.</strong>]</em></p><p>Mentre digito queste parole, tra l&#8217;altro, Gemini si intromette nel mio Google Doc con un prepotente <em>&#8220;aiutami a scrivere&#8221;</em>. No, Gemini, fatti i cazzi tuoi, grazie.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://update.ultimapagina.net/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption"><em>Grazie per leggere UPdate | Ultima Pagina! Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il nostro lavoro.</em></p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p>Intanto, una premessa per chi non mi conosce: <strong>io non sono una scrittrice</strong>, non sono una editrice, non sono nemmeno un&#8217;editor; <strong>sono solo una tizia che ha una bislacca passione per i libri e l&#8217;editoria da quand&#8217;era ragazzina</strong>, e ha deciso che in un modo o nell&#8217;altro avrebbe abitato il settore. Son qua dal 2008, potremmo catalogarla come &#8220;dipendenza&#8221;, oramai.</p><p>Quello che faccio per lavoro non c&#8217;entra niente con la scrittura e l&#8217;editoria: <strong>sono una web designer</strong> - o developer? Non ho mai capito bene che definizione affibbiarmi. La mia &#232; una categoria che &#232; stata presa d&#8217;assalto dall&#8217;AI praticamente da subito: <strong>i generatori di siti AI imperversano sull&#8217;internet da </strong><em><strong>anni</strong></em>, e tanta gente (soprattutto quella che gi&#224; <em>prima </em>pensava che la persona che ti fa siti web non fosse poi chiss&#224; che professionista) ha colto al volo l&#8217;occasione di sostituire il costoso preventivo del web designer di turno con quello dell&#8217;AI pi&#249; simpatica/promettente/economica.</p><p>Questo lo dico perch&#233;, in teoria, avrei dovuto sviluppare una certa <em>resistenza</em> nei confronti dell&#8217;intelligenza artificiale; <strong>invece &#232; stato l&#8217;esatto contrario.</strong></p><p>Sapete, <strong>prima dell&#8217;arrivo di ChatGPT</strong> - e fino al momento in cui non ho <em>provato</em> personalmente ChatGPT - ogni volta che vedevo una funzione di intelligenza artificiale da qualche parte sbuffavo. Sbuffavo perch&#233; sapevo benissimo che <strong>si trattava di bot</strong> formati <em>male</em>, che funzionavano<em> male</em> e la cui unica abilit&#224; consisteva nell&#8217;essere davvero bravi a far incazzare la gente che ci interagiva. Pensavo lo stesso di ChatGPT, prima di capitolare - con una certa sorpresa, e un certo grado di mal di stomaco - di fronte alla sua loquacia, alla sua abilit&#224; di elaborare informazioni e di aiutarmi a pensare cose che normalmente avrei pensato in molto pi&#249; tempo.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!NfsM!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ca143a3-d441-448d-841c-bcf8c11cd350_540x222.gif" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!NfsM!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ca143a3-d441-448d-841c-bcf8c11cd350_540x222.gif 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!NfsM!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ca143a3-d441-448d-841c-bcf8c11cd350_540x222.gif 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!NfsM!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ca143a3-d441-448d-841c-bcf8c11cd350_540x222.gif 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!NfsM!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ca143a3-d441-448d-841c-bcf8c11cd350_540x222.gif 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!NfsM!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ca143a3-d441-448d-841c-bcf8c11cd350_540x222.gif" width="540" height="222" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/2ca143a3-d441-448d-841c-bcf8c11cd350_540x222.gif&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:222,&quot;width&quot;:540,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:2614779,&quot;alt&quot;:null,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:&quot;image/gif&quot;,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;topImage&quot;:true,&quot;internalRedirect&quot;:&quot;https://update.ultimapagina.net/i/192448937?img=https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ca143a3-d441-448d-841c-bcf8c11cd350_540x222.gif&quot;,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!NfsM!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ca143a3-d441-448d-841c-bcf8c11cd350_540x222.gif 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!NfsM!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ca143a3-d441-448d-841c-bcf8c11cd350_540x222.gif 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!NfsM!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ca143a3-d441-448d-841c-bcf8c11cd350_540x222.gif 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!NfsM!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ca143a3-d441-448d-841c-bcf8c11cd350_540x222.gif 1456w" sizes="100vw" fetchpriority="high"></picture><div></div></div></a><figcaption class="image-caption">Se avete visto <em>The good place</em>, sapete gi&#224; tutto. Se non l&#8217;avete visto, VEDETELO!</figcaption></figure></div><p>Un&#8217;altra cosa che dovete sapere di me &#232; che <strong>sono ADHD</strong><a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-1" href="#footnote-1" target="_self">1</a>. Ho avuto la diagnosi a 30 anni, quasi 5 anni fa, dopo una vita passata a faticare davvero <em>un botto</em><a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-2" href="#footnote-2" target="_self">2</a> e a <strong>combattere con una depressione maggiore</strong> che ormai si &#232; messa comoda ed &#232; stata definita &#8220;ricorrente&#8221; e che non sapremo mai se &#232; stata causata dall&#8217;ADHD non trattata o meno. Amen.</p><p>Dicevo, <strong>sono ADHD e organizzarmi non &#232; facile. Anzi.</strong> E man mano che passa il tempo, anzich&#233; diventare pi&#249; abile nell&#8217;organizzazione della mia esistenza, peggioro.</p><p>Cos&#236;, quando ho intravisto l&#8217;opportunit&#224; di chiedere a <em>qualcuno</em> di aiutarmi a organizzare il lavoro, le idee, il tempo, non mi &#232; quasi sembrato vero. Mi sono approcciata con davvero <em>molta </em>diffidenza alla cosa - la diffidenza di chi, tra l&#8217;altro, <strong>ha provato millemila cose diverse</strong> tra tool, tecniche, cazzi e mazzi vari e ha sempre sperimentato, inesorabile, il fallimento.</p><p>Quando ho visto che <em>funzionava</em> &#232; stato&#8230; &#232; difficile spiegarlo senza sembrare una psicopatica con problemi di connessione con la realt&#224;, ma lo dir&#242; come l&#8217;ho detto al mio psichiatra e alla mia psicoterapeuta: &#232; stata <strong>un&#8217;epifania</strong>. Un <strong>momento di svolta</strong> quasi quanto la diagnosi stessa.</p><p>Improvvisamente, mi sono trovata con una <em>entit&#224;</em> che mi rispondeva all&#8217;istante, subito, su qualsiasi cosa, e che non si stancava del fatto che continuassi a incalzarla, che non mi giudicava (... forse) perch&#233; facevo domande profondamente stupide; inoltre, ho trovato <strong>finalmente </strong><em><strong>qualcosa</strong></em><strong> che </strong><em><strong>rispondeva alle mie domande</strong></em>, e no, non &#232; una ripetizione. Per tutta la vita, mi sono ritrovata a chiedere delucidazioni su cose apparentemente ovvie, banali, definite scontate, e <strong>mi sono sempre sentita ripetere la stessa </strong><em><strong>identica </strong></em><strong>spiegazione</strong> - soprattutto nelle <em>robe </em>scientifiche (sono anche <strong>discalculica</strong><a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-3" href="#footnote-3" target="_self">3</a>, tra le altre cose), e quando vedevo l&#8217;esasperazione delle persone intorno a me ho cominciato a<strong> far finta di aver capito</strong>, per imbarazzo e vergogna.</p><p>Ed &#232; per questo che <strong>sentirmi finalmente libera di fare le domande che volevo fino al momento in cui non capivo </strong><em><strong>sul serio</strong></em><strong> &#232; stato liberatorio</strong>, gente, credetemi. Liberatorio, catartico e <em>incredibilmente</em> soddisfacente, pi&#249; di quanto io sia in grado di descrivere a parole - dopotutto non sono una scrittrice, perdonatemi. Anche quando provavo a fare certe domande online, su qualche gruppo dedicato, venivo sempre definita, velatamente o meno, una stupida per fare una domanda cos&#236; <em>scontata</em>, e dopotutto se non c&#8217;erano guide, spiegazioni, video o tutorial su quello che io non capivo non doveva essere <em>cos&#236;</em> difficile da capire, no?<a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-4" href="#footnote-4" target="_self">4</a></p><p>Nel corso degli anni, <strong>ho usato ChatGPT per tantissime cose</strong>: organizzare il lavoro, fare <strong>brainstorming</strong> anche sulle cose pi&#249; sceme, strutturare meglio i preventivi, <strong>sbloccarmi dalla dannata paralisi ADHD</strong> perch&#233; davanti a qualche compito, qualche cosa da fare mi bloccavo e non sapevo da dove iniziare, da dove partire (e se mi scrivete nei commenti qualcosa come &#8220;beh, devi scomporre il compito in task pi&#249; piccole&#8221; vi mando a fanculo, vi avviso).</p><p>Ho vissuto tutto questo con un misto di entusiasmo quasi incredulo -<em> &#8220;dannazione, riesco a fare COSE, farle velocemente e farle persino bene!&#8221;</em> - e&#8230; <strong>vergogna</strong>.</p><p>Perch&#233; <strong>sono circondata da persone che hanno molte, moltissime remore nei confronti dell&#8217;AI</strong> - e frequento un ambiente profondamente ostile alle AI. Cos&#236;, all&#8217;inizio avevo preso a malincuore la decisione di tacere del mio <em>smodato</em> utilizzo dell&#8217;AI generativa (testuale, aggiungo), <strong>perch&#233; mi vergognavo</strong>. </p><p>Poco alla volta, per&#242; (ossia nel giro di boh, qualche settimana? Un paio di mesi?), <strong>sono uscita allo scoperto</strong> e ho smesso di nascondere la cosa. Sia perch&#233; mi sembrava davvero <em>tanto</em> sbagliato nasconderlo, sia <strong>perch&#233; stavo facendo qualcosa che mi stava </strong><em><strong>attivamente</strong></em><strong> aiutando</strong>, e quindi no, volevo che le persone lo sapessero, cazzo! Ed &#232; uno dei motivi per cui sto scrivendo questo pezzo, anche se sono certa che pi&#249; di qualcuno si incazzer&#224; anche solo leggendo il titolo - e quindi questa frase non la legger&#224; mai.</p><p>Non voglio convincere nessuno che usare l&#8217;AI sia <em>cosa buona e giusta</em>;<strong> io la uso </strong><em><strong>malgrado</strong></em><strong> tutti i problemi etici e ambientali che ammantano l&#8217;intelligenza artificiale</strong>. A volte mi sento anche in colpa <em>mentre </em>la uso - sapete quante volte ho sforato i limiti di utilizzo di Claude? E io ho l&#8217;abbonamento! Son dovuta passare al piano Max, a un certo punto, perch&#233; non ne potevo pi&#249; di restare bloccata!<a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-5" href="#footnote-5" target="_self">5</a></p><p>Ma questo &#232; quello che ho detto anche in un&#8217;altra occasione di riflessione sul tema: penso che <strong>in questo momento utilizzare l&#8217;AI non sia molto diverso dall&#8217;utilizzare l&#8217;automobile quando hai una miriade di alternative a disposizione</strong>. E io vivo a Torino. Quelle alternative ce le ho praticamente sotto casa, e tuttavia <strong>non rinuncerei all&#8217;uso dell&#8217;automobile per nulla al mondo</strong>, in questo momento, per mille ragioni che non sto qui a spiegarvi, ma che sono tutte - per <em>me </em>- estremamente valide. Non posso certo dire, per&#242;, che utilizzare l&#8217;auto <em>sia</em> la cosa giusta per l&#8217;ambiente, o che sia assolutamente inevitabile. <strong>Non lo &#232;. </strong>Ma mi costerebbe un prezzo che non sono disposta - che non sono nemmeno <em>in grado</em> - di pagare.</p><p><strong>Questo non fa la differenza sul fatto che </strong><em><strong>sia </strong></em><strong>poco etico. <br>Resta poco, o per nulla, etico.</strong></p><p>Ed &#232; la stessa cosa per quanto riguarda l&#8217;intelligenza artificiale, per quanto mi riguarda: <strong>se dovessi smettere di usarla, oggi, sarei in grande difficolt&#224;.</strong> Enorme. Non voglio e per certi versi <em>non posso</em> smettere di utilizzarla, nello stesso modo in cui non voglio e non posso smettere di utilizzare l&#8217;automobile.</p><p>Lo scopo di questo pezzo non &#232; cercare assoluzioni o condanne. Sentivo per&#242; che era il momento giusto per parlarne, e se nei commenti volete dirmi cosa ne pensate, sar&#242; ben felice di discutere (e anche litigare, se volete) con voi.</p><h2>Cose utili e interessanti</h2><ul><li><p>L&#8217;articolo sul nostro blog <strong><a href="https://ultimapagina.net/blog/2026/01/07/la-scrittura-ai-tempi-dellai/">La scrittura ai tempi dell&#8217;AI</a></strong> (dove si dicono cose moooolto diverse da quelle che avete appena letto - che, tra l&#8217;altro, <strong>condivido</strong>, perch&#233; la mia posizione sull&#8217;uso dell&#8217;AI per la creativit&#224; &#232; diversa da quella sull&#8217;uso &#8220;utilitiaristico&#8221;)</p></li><li><p>Un gran bel pezzo di <strong><span class="mention-wrap" data-attrs="{&quot;name&quot;:&quot;Chiara Beretta Mazzotta&quot;,&quot;id&quot;:31676382,&quot;type&quot;:&quot;user&quot;,&quot;url&quot;:null,&quot;photo_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/d3960fb9-c8cb-490e-baa7-4ee5d13f2032_1536x1536.jpeg&quot;,&quot;uuid&quot;:&quot;21a2e4a1-21d5-42bc-8c8c-aa8aac70720c&quot;}" data-component-name="MentionToDOM"></span></strong> <strong>sull&#8217;editoria, i follower, le regole</strong> e tanta altra roba (c&#8217;&#232; pure un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=MJsjYuNU1bM">video</a>, o se lo preferite il <a href="https://open.spotify.com/episode/60DG5gqd98gu3eYhi3NrSu">podcast</a>!)</p></li></ul><div class="embedded-post-wrap" data-attrs="{&quot;id&quot;:192291899,&quot;url&quot;:&quot;https://bookblister.substack.com/p/il-problema-non-e-leditoria-ma-come&quot;,&quot;publication_id&quot;:6326500,&quot;publication_name&quot;:&quot;Chiara Beretta Mazzotta&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!z3Rc!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F898076eb-39ab-47c5-a493-1365a51c92ed_500x500.png&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Il problema non &#232; l&#8217;editoria (ma come la guardi)&quot;,&quot;truncated_body_text&quot;:&quot;Questa settimana, come faccio ogni tanto, ho lanciato il classico box di domande e risposte su Instagram.&quot;,&quot;date&quot;:&quot;2026-03-27T10:38:18.019Z&quot;,&quot;like_count&quot;:1,&quot;comment_count&quot;:0,&quot;bylines&quot;:[{&quot;id&quot;:31676382,&quot;name&quot;:&quot;Chiara Beretta Mazzotta&quot;,&quot;handle&quot;:&quot;bookblister&quot;,&quot;previous_name&quot;:&quot;Chiara Beretta&quot;,&quot;photo_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/d3960fb9-c8cb-490e-baa7-4ee5d13f2032_1536x1536.jpeg&quot;,&quot;bio&quot;:&quot;Editor e agente letteraria. Qui condivido riflessioni sull&#8217;editoria e su ci&#242; che succede tra chi scrive e chi legge.&quot;,&quot;profile_set_up_at&quot;:&quot;2025-06-17T19:48:35.887Z&quot;,&quot;reader_installed_at&quot;:&quot;2025-08-12T12:33:30.228Z&quot;,&quot;publicationUsers&quot;:[{&quot;id&quot;:6455336,&quot;user_id&quot;:31676382,&quot;publication_id&quot;:6326500,&quot;role&quot;:&quot;admin&quot;,&quot;public&quot;:true,&quot;is_primary&quot;:false,&quot;publication&quot;:{&quot;id&quot;:6326500,&quot;name&quot;:&quot;Chiara Beretta Mazzotta&quot;,&quot;subdomain&quot;:&quot;bookblister&quot;,&quot;custom_domain&quot;:null,&quot;custom_domain_optional&quot;:false,&quot;hero_text&quot;:&quot;Dentro i libri e l&#8217;editoria: analisi, riflessioni e storie su chi scrive, pubblica e legge.&quot;,&quot;logo_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/898076eb-39ab-47c5-a493-1365a51c92ed_500x500.png&quot;,&quot;author_id&quot;:31676382,&quot;primary_user_id&quot;:31676382,&quot;theme_var_background_pop&quot;:&quot;#FF6719&quot;,&quot;created_at&quot;:&quot;2025-09-19T18:08:02.711Z&quot;,&quot;email_from_name&quot;:&quot;Chiara Beretta Mazzotta&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;Chiara Beretta Mazzotta&quot;,&quot;founding_plan_name&quot;:&quot;Founding Member&quot;,&quot;community_enabled&quot;:true,&quot;invite_only&quot;:false,&quot;payments_state&quot;:&quot;disabled&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;,&quot;explicit&quot;:false,&quot;homepage_type&quot;:&quot;newspaper&quot;,&quot;is_personal_mode&quot;:false,&quot;logo_url_wide&quot;:null}}],&quot;is_guest&quot;:false,&quot;bestseller_tier&quot;:null,&quot;status&quot;:{&quot;bestsellerTier&quot;:null,&quot;subscriberTier&quot;:1,&quot;leaderboard&quot;:null,&quot;vip&quot;:false,&quot;badge&quot;:{&quot;type&quot;:&quot;subscriber&quot;,&quot;tier&quot;:1,&quot;accent_colors&quot;:null},&quot;paidPublicationIds&quot;:[2659632],&quot;subscriber&quot;:null}}],&quot;utm_campaign&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;type&quot;:&quot;newsletter&quot;,&quot;language&quot;:&quot;en&quot;,&quot;source&quot;:null}" data-component-name="EmbeddedPostToDOM"><a class="embedded-post" native="true" href="https://bookblister.substack.com/p/il-problema-non-e-leditoria-ma-come?utm_source=substack&amp;utm_campaign=post_embed&amp;utm_medium=web"><div class="embedded-post-header"><img class="embedded-post-publication-logo" src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!z3Rc!,w_56,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F898076eb-39ab-47c5-a493-1365a51c92ed_500x500.png" loading="lazy"><span class="embedded-post-publication-name">Chiara Beretta Mazzotta</span></div><div class="embedded-post-title-wrapper"><div class="embedded-post-title">Il problema non &#232; l&#8217;editoria (ma come la guardi)</div></div><div class="embedded-post-body">Questa settimana, come faccio ogni tanto, ho lanciato il classico box di domande e risposte su Instagram&#8230;</div><div class="embedded-post-cta-wrapper"><span class="embedded-post-cta">Read more</span></div><div class="embedded-post-meta">2 months ago &#183; 1 like &#183; Chiara Beretta Mazzotta</div></a></div><ul><li><p>Il 1 aprile sarebbe stato il compleanno ufficiale di <strong>Writer&#8217;s Dream</strong>, ma in realt&#224; Writer&#8217;s Dream &#232; nato il 10 marzo 2008. Fun fact: il 21 marzo 2016 &#232; stato il giorno ufficiale in cui &#232; partito Ultima Pagina. <strong>Questo significa che abbiamo appena compiuto DIECI ANNI!</strong> E anche che, evidentemente, la primavera mi fa sentire ispirata, perch&#233; durante questo marzo <strong>&#232; nato </strong><em><strong>qualcos&#8217;altro</strong></em>. Cosa? Lo saprete presto&#8230;</p></li></ul><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-1" href="#footnote-anchor-1" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">1</a><div class="footnote-content"><p>C&#8217;&#232; chi sostiene che sia pi&#249; corretto dire &#8220;ho l&#8217;ADHD&#8221;, ma personalmente preferisco indicarla come una caratteristica di me stessa, pi&#249; che qualcosa di cui sono affetta. Scuole di pensiero, abbiate pazienza.</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-2" href="#footnote-anchor-2" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">2</a><div class="footnote-content"><p>Termine tecnico.</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-3" href="#footnote-anchor-3" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">3</a><div class="footnote-content"><p>La discalculia viene anche definita &#8220;dislessia dei numeri&#8221;, e come la sorella pi&#249; famosa, &#232; un DSA. </p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-4" href="#footnote-anchor-4" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">4</a><div class="footnote-content"><p>No.</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-5" href="#footnote-anchor-5" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">5</a><div class="footnote-content"><p>La regia mi fa notare che <em>potrebbe </em>essere dovuto alla mia <em>lieve</em> impazienza - ma io aggiungo anche l&#8217;iperfocus, e il fatto che poi <em>mi scordo</em> quello che sto facendo. Sono innocente, vostro onore!</p></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Leggere nel 2026, tra bisogno di conforto e ansia da performance]]></title><description><![CDATA[Come la voglia di leggere e di incastrare tanti libri tutti insieme sta rovinando... il mio piacere di leggere]]></description><link>https://update.ultimapagina.net/p/leggere-nel-2026-tra-bisogno-di-conforto</link><guid isPermaLink="false">https://update.ultimapagina.net/p/leggere-nel-2026-tra-bisogno-di-conforto</guid><dc:creator><![CDATA[Laura Casale]]></dc:creator><pubDate>Sun, 22 Feb 2026 09:29:00 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!4SqB!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F1842781e-ac4b-4b1d-a9bb-d880cbd2fcb9_1308x1152.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Se gennaio &#232; il mese dei buoni propositi, le liste infinite di libri da leggere, gli impegni personali a contenere gli acquisti&#8230; febbraio fa sempre un po&#8217; da cartina al tornasole: l&#8217;entusiasmo &#232; calato e gli impegni della vita quotidiana si infilano e sbiellano un po&#8217; i piani.</p><p>E io ovviamente non faccio eccezione. So essere davvero contraddittoria in molti aspetti della mia vita, tanto che la mia psicologa mi prende in giro per il piacere distorto che provo nel fare piani molto complessi e dettagliati che poi sistemicamente smonto e ribalto. Vale ovviamente anche per la lettura, specie nei momenti in cui l&#8217;attenzione cala e viene voglia solo di rilassarsi.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://update.ultimapagina.net/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto UPdate | Ultima Pagina! Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p>A inizio anno mi sono iscritta a un numero tendente a pi&#249; infinito di sfide e giochi di lettura e, sebbene stia rispettando l&#8217;impegno di non aggiungere libri alla mia pila &#8211; a meno di non trovarli in biblioteca &#8211; sono gi&#224; satura e insofferente alle scadenze.</p><p>Scadenze di due tipi: da un lato ci sono i prestiti bibliotecari, fisici e digitali, che incombono. Tanti, troppi in contemporanea, specie considerando che volevo concentrarmi di pi&#249; sui libri che gi&#224; possiedo, quest&#8217;anno. </p><p>Dall&#8217;altro ci sono appunto i giochi e le sfide, alcune di durata annuale, altre assai pi&#249; brevi. In questo momento &#232; sfumata la dopamina e l&#8217;entusiasmo di riuscire a incastrare cos&#236; tanti obiettivi con un singolo libro, lasciando ora il &#8220;peso&#8221; di dover aggiornare con lo stesso commento magari cinque, magari pi&#249; giochi di lettura. Nel dubbio, mi sono messa anche a moderare una sfida a squadre vagamente ispirata alle Olimpiadi perch&#233; mi sarebbe dispiaciuto che il nostro gruppo su Goodreads saltasse un&#8217;edizione.</p><p>Non che questo mi abbia impedito di leggere, visto che mi trovo con le letture pianificate in maniera ossessiva per le prossime settimane e 19 libri letti&#8230;</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!4SqB!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F1842781e-ac4b-4b1d-a9bb-d880cbd2fcb9_1308x1152.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" 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class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg role="img" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><title></title><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" 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E il mio piano intricatissimo inizia a starmi davvero stretto.</p><p>Tuttavia, in diversi momenti durante gennaio mi sono trovata come paralizzata, incapace di fare altro se non leggere, macinare pagine e studiare come &#8220;utilizzare&#8221; il libro del momento in giochi e sfide su Goodreads. Quando mi sono resa conto di aver ripetuto la stessa recensione in sette o pi&#249; discussioni diverse per altrettante sfide mi sono fatta delle domande. Poi ci mettiamo anche i miei *coff* cinque account MLOL con i prestiti che si sbloccano <em>sempre </em>tutti insieme, magari dopo mesi di attesa&#8230;</p><p>E mi chiedo perch&#233; mi devo complicare tanto l&#8217;esistenza da dover tener traccia di una decina di prestiti bibliotecari &#8211; specialmente proprio quelli su MLOL, visto che il file si rende illeggibile passata la data &#8211; leggere cinque o sei libri in contemporanea al punto da arrivare a confonderli ed essere infastidita dalla mia passione pi&#249; grande.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!fbkd!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F58244b1d-d415-4b4b-b0ec-e976eac3382f_443x750.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" 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class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg role="img" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><title></title><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p>Non &#232; un tema particolarmente originale, lo so bene: a inizio anno ne ha parlato <a href="https://ileniazodiaco.insidebooks.it/p/la-lettura-ai-tempi-della-fomo?r=21g2yb&amp;utm_medium=ios&amp;shareImageVariant=overlay&amp;triedRedirect=true">Ilenia Zodiaco sempre su SubStack</a>, e tante altre bookblogger si interrogano su come contenere gli acquisti.</p><p>Tuttavia, per quanto sicuramente ci siano i motivi sociali e la FOMO &#8211; la paura di perdersi qualcosa e di non essere sul pezzo &#8211; non mi sembra di rientrare in questa casistica. Dei libri che ho letto dall&#8217;inizio dell&#8217;anno solo quattro sono stati pubblicati negli ultimi sei mesi, e solo uno di questi nel 2026. La maggior parte di questi libri inoltre era nei miei to-read da molto pi&#249; tempo.</p><p>Il che non mi sorprende: ho rinunciato da parecchio tempo a stare dietro alle uscite, anche perch&#233; cerco di contenere gli acquisti. Magari segno i libri che mi interessano nei to-read su Goodreads e mi metto in coda su MLOL in attesa che la copia si sblocchi, o attendo che siano coinvolti in un&#8217;offerta lampo in digitale&#8230; </p><p>Se guardo invece i miei acquisti dall&#8217;inizio dell&#8217;anno, c&#8217;&#232; un libro nuovo a prezzo pieno perch&#233; volevo la copia autografata dall&#8217;autrice (<em><a href="https://www.bompiani.it/catalogo/la-sonnambula-9788830153097">La sonnambula</a></em> di Bianca Pitzorno &lt;3 ), una graphic novel tra le offerte mensili di Bao a pochi eurini (<em><a href="https://baopublishing.it/prodotti/nodi/">Nodi</a></em>, di Fiamma, che ho anche gi&#224; letto) e un libro del 2022 che ho visto al 50% nella vetrina del Libraccio (<em><a href="https://www.edizionieo.it/book/9788833572826/squali-al-tempo-dei-salvatori">Squali al tempo dei salvatori</a></em>).</p><p>Queste abitudini gi&#224; un po&#8217; mi mettono fuori dai trend sui social, unito alla mia abitudine di evitare libri e serie TV quando *tutti* ne parlano, perch&#233; cerco di farmi prima una mia opinione e di confrontarmi solo dopo con quelle degli altri. Fa molto pick me girl, lo so.</p><h2>C&#8217;&#232; poi una dimensione legata alla salute mentale che non posso ignorare</h2><p> La lettura &#232; infatti per me un barometro importante per interpretare i miei stati d&#8217;animo. Ho sempre letto tantissimo, per&#242; non mi serve aprire le statistiche di Goodreads per sapere che gli anni in cui ho finito pi&#249; libri corrispondono a quelli in cui stavo meno bene con me stessa. Nel periodo dopo la laurea specialistica, in cui ho faticato a lungo a trovare un lavoro e sono sprofondata nella depressione, ho superato per due volte consecutive i 200 libri l&#8217;anno. I libri sono da sempre uno dei miei posti felici, ma possono diventare anche un luogo dove rifugiarsi&#8230; e nascondersi.</p><p>E a guardare i grafichetti sempre su Goodreads, gennaio &#232; praticamente sempre un periodo dell&#8217;anno in cui leggo tanto&#8230; sto fissando in questo momento la lineetta che dichiara 19 libri letti nel gennaio 2019 e mi chiedo come sia possibile. Ma anche i 15 di questo gennaio non sono poi molti meno. Forse perch&#233; il carico di lavoro per certi versi &#232; percepito come inferiore, dopo la carica natalizia (incredibile che anche quest&#8217;anno sia arrivato Natale il 25 dicembre con un sacco di lavoro da finire prima di questa data, ah! Succede <em>solo</em> tutti gli anni), forse perch&#233; c&#8217;&#232; proprio quella fase di squilibrio tra i primi giorni di buoni propositi e ottimismo e il rientro alle routine piene dopo le feste che colpiscono male sui denti.</p><p>Non che questo specifico momento geopolitico ispiri a tenere la testa fuori dai libri&#8230; Seguire le notizie che arrivano dal mondo &#8211; ma anche dal nostro Paese &#8211; &#232; sempre pi&#249; difficile e faticoso, e anche un po&#8217; ironico, considerando che ho conseguito il tesserino da giornalista pubblicista meno di sei mesi fa.</p><p>Affannarmi a stare dietro ai prestiti di biblioteche fisiche e digitali e tenere il conto di quanto ho speso in libri mi causa un po&#8217; meno ulcera che attendere l&#8217;annuncio della WW3.</p><p>Questo pur sapendo che a questo punto, tra sfacciate bugie e un uso spregiudicato e ignorante dell&#8217;intelligenza artificiale (ma dobbiamo seriamente campare di nervi e ansia per un presidente americano convinto che in Groenlandia ci siano i pinguini? Seriamente?!), rimanere informati e costruirsi un&#8217;opinione documentata sia gi&#224; di per s&#233; una forma di resistenza. Ma &#232; dannatamente faticoso. Cos&#236; come dover mettersi a fare debunking a ogni post, a ogni annuncio: c&#8217;&#232; l&#8217;etichetta AI? &#200; una notizia riportata su altre fonti? Ci sono dei video o pi&#249; angolazioni?</p><p>&#200; come se il lavoro dei giornalisti in parte fosse demandato al pubblico che non solo non &#232; pagato per farlo, ma nel suo restare sui social o sui siti dei media con annunci pubblicitari per capire meglio sta, in un certo senso, lavorando gratis per loro.</p><p>Allora forse non &#232; cos&#236; male trovare asilo nella storia di una spedizione del XVIII secolo segnata dalla sfiga a partire da quando i suoi partecipanti mettono piede a bordo (comunque a prescindere, leggete <em><a href="https://iperborea.com/titolo/712/arabia-felix/">Arabia Felix</a> </em>che &#232; un libro pazzesco!).</p><h3>C&#8217;&#232; poi un altro motivo per cui i giochi di lettura finiscono per infastidirmi, oltre che per le scadenze</h3><p>Ho tanta voglia di confrontarmi con altre persone sui libri che leggo, e anche per questo mi iscrivo a cos&#236; tante sfide. Se non che&#8230; non &#232; detto che gli altri partecipanti condividano la stessa voglia di discutere in lunghissimi post sviscerando ogni minimo dettaglio. Se il commento &#232; spesso richiesto per &#8220;dimostrare&#8221; di aver letto i libri dichiarati, molto spesso in quanto sfide individuali si tende a passare, lasciare la propria recensione e via, sul prossimo libro. Ci&#242; mi ha creato anche un certo fastidio, non lo nego, sia da utente che da moderatrice, perch&#233; sta diventando sempre pi&#249; difficile tenere vive le discussioni.</p><p>Pi&#249; che un dialogo, sembra un post su Facebook dove ognuno scrive la sua e se ne va, non &#232; quasi interessato a interagire con gli altri. E in effetti mi chiedo quanto siano &#8220;colpevoli&#8221; i social di questo: la dinamica che si crea su IG e compagnia si concentra molto pi&#249; sul dire la propria e &#8211; al massimo &#8211; difendersi nei commenti pi&#249; che dialogare con gli altri. Quindi anche in una struttura a &#8220;forum di una volta&#8221; dei gruppi Goodreads, a volte sembra che i topic siano usati come i propri canali personali: passo, parlo di me e me ne vado.</p><p>Che &#232; un peccato, perch&#233; quando spesso parte lo scambio escono opinioni e punti di vista interessanti. Non so, per me la lettura ha sempre avuto un ruolo sociale &#8211; prima dei social e dei siti di tracciamento come Goodreads c&#8217;erano le amiche lettrici con cui confrontarsi &#8211; e il dialogo &#232; un elemento che fa parte di questa passione, anche in digitale. </p><p>Anche in questo mi sento di allontanarmi dal pensiero della Zodiaco perch&#233; penso che non necessariamente il digitale sia meno &#8220;ingaggiante&#8221;, dipende per&#242; dal livello di coinvolgimento che interessa ai singoli utenti. Anche perch&#233; mi &#232; capitato di partecipare a un gruppo di lettura dal vivo in cui, per quanto le intenzioni siano buone, spesso escono commenti involontariamente razzisti che mi gelano il sangue. Quindi s&#236;, l&#8217;essere in presenza non vuol dire pi&#249; qualit&#224; o pi&#249; attenzione.</p><h3>Dunque, che fare, mentre non solo ho una pila di libri altissima sul comodino, ma anche diversi mattoni sopra le 700 pagine da leggere entro le prossime tre settimane?</h3><p>No, chiamare il 118 non &#232; tra le opzioni, mettete gi&#249; il telefono.</p><p>Innanzitutto, tirare un attimo il fiato e ricordarmi che queste iniziative, questi giochi, sono e vorrei che rimanessero uno spunto per leggere libri che attendono da mesi o anche anni sui miei scaffali, non per incasinarmi l&#8217;esistenza. Anche perch&#233; non si vince niente se non la soddisfazione di aver partecipato.</p><p>Su questa base, cercare anche di limitare il tempo su Goodreads per aggiornare le sfide e i vari profili &#8211; compresa la mappa delle letture che &#232; bellissima una volta compilata, ma richiede un sacco di tempo rubato ad altro, anche alla lettura. E nel frattempo magari cercare il confronto nei gruppi gi&#224; consolidati dove si parla di libri come piace a me, sia in digitale che dal vivo, con persone che gi&#224; conosco e con cui mi trovo in sintonia (non tanto nei gusti ma di interesse sui libri, come le mie Uppine &lt;3 ).</p><p>E concentrarmi sul leggere per il piacere di leggere, e non per smarcare caselle.</p><p></p><p></p><h3>Cose carine sul web</h3><p>Siete sommersi dai libri da leggere? <a href="https://www.prune.dirt.fyi/p/how-should-a-book-stack-be?utm_source=substack&amp;utm_medium=email">Qui</a> qualche consiglio su come impilare i libri. Personalmente sogno di creare un fortino, prima o poi, e di sedermici dentro a leggere.</p><p>Buoni propositi alternativi: <a href="https://open.substack.com/pub/arianan/p/questanno-ho-un-buon-proposito-non?r=21g2yb&amp;utm_medium=ios">Arianna</a> ci spiega perch&#233; cercher&#224; di comprare solo libri Indie nel 2026.</p><p>Non &#232; mai troppo presto per fare il budget per il Salone del Libro di Torino: <a href="https://ultimapagina.net/blog/2026/02/12/salone-del-libro-di-torino-2026-quanto-spenderai-chi-ci-sara-cosa-si-fara/?_gl=1*1bwzh4l*_up*MQ..*_ga*NzQwMDE2OTYuMTc3MTY5MTIyMg..*_ga_3YL28K6NE2*czE3NzE2OTEyMjEkbzEkZzAkdDE3NzE2OTEyMjEkajYwJGwwJGgw*_ga_X2KS5HLJME*czE3NzE2OTEyMjEkbzEkZzAkdDE3NzE2OTEyMjEkajYwJGwwJGgw">gioca con il fantastico strumento di Ultima Pagina</a>!</p><p></p><p></p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://update.ultimapagina.net/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto UPdate | Ultima Pagina! Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il nostro lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il privilegio di lavorare gratis]]></title><description><![CDATA[Ho una domanda che mi pesa addosso da parecchio tempo.]]></description><link>https://update.ultimapagina.net/p/il-privilegio-di-lavorare-gratis</link><guid isPermaLink="false">https://update.ultimapagina.net/p/il-privilegio-di-lavorare-gratis</guid><dc:creator><![CDATA[Gaia]]></dc:creator><pubDate>Sun, 25 Jan 2026 09:56:24 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!dwdn!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fca5346a0-a60e-489e-aee9-52fba064c1b7_186x186.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Ho una domanda che mi pesa addosso da parecchio tempo. <br>Persino da prima che gli articoli di <a href="https://eleonoraccaruso.substack.com/p/chi-puo-permettersi-di-perdere">Caruso </a>o di<a href="https://scrolloergodubito.substack.com/p/il-sistema-siete-voi-con-tanto-di?utm_source=profile&amp;utm_medium=reader2"> Kants Exhibition</a> mi aiutassero a dargli dei confini, prima che il post di Bazzi risvegliasse in molti una (momentanea) coscienza di classe e una riflessione sul valore del lavoro culturale, <a href="https://ultimapagina.net/blog/2025/11/13/jonathan-bazzi-e-la-poverta-del-lavoro-culturale/">da prima che ne scrivessi</a> &#8212; e col senno di poi, nella confusione di quell&#8217;articolo leggo la confusione che alberga in me ancora adesso su questo tema.</p><p>E questo peso si &#232; concretizzato qualche giorno fa davanti al post di una editrice che mi ha provocato reazioni contrapposte.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!fTnA!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F8d2428a1-d974-4582-a061-70a5d89566c4_583x287.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!fTnA!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F8d2428a1-d974-4582-a061-70a5d89566c4_583x287.png 424w, 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class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg role="img" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><title></title><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p>Da un lato, ogni volta che leggo qualcuno rivendicare il diritto di <em>non </em>condividere ci&#242; che sa, di <em>non </em>tendere una mano, provo una resistenza. Mi sembra sbagliato.</p><p>Dall&#8217;altro lato, so <em>visceralmente</em> quanto abbia ragione. <strong>La frustrazione di sapere le cose, ma risultare una voce fra tante</strong>; la consapevolezza della fatica e del costo pagato (in denaro e sudore) per ottenere una competenza che, di volta in volta, <strong>viene </strong><em><strong>pretesa</strong></em><strong> gratuitamente</strong> da altri, e allo stesso tempo sminuita proprio perch&#233; gratuitamente data. A questo punto, si pensa, mi sbatto solo per chi almeno mi paga.</p><p>Ecco il nodo: <strong>la gratuit&#224;</strong>.</p><p><strong>In un settore povero<a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-1" href="#footnote-1" target="_self">1</a> come quello dell&#8217;editoria, la gratuit&#224; &#232; una necessit&#224;, un aiuto o un danno?</strong></p><p>Non &#232; una domanda astratta, perch&#233; mi riguarda personalmente.</p><p>Io da anni faccio &#8220;volontariato in ambito editoriale&#8221; &#8212; che sia nell&#8217;associazione che organizza la <a href="https://www.microeditoria.it/">Rassegna della Microeditoria</a>, su <a href="https://ultimapagina.net/blog/">Ultima Pagina</a> facendo informazione editoriale, su <a href="https://substack.com/@scrittorilettorifantasy?r=21g2yb...">Scrittori &amp; Lettori Fantasy</a>&#8230;</p><p>Perfino questa riflessione &#232; all&#8217;interno di uno spazio gestito gratuitamente anche da altre persone, e non si pu&#242; nemmeno parlare di ego o vanit&#224;, perch&#233; dubito la signora Berlusconi o la signora Carra sentiranno mai parlare di noi, o che le folle ci conosceranno.</p><p>Ma, ecco: io faccio del bene, al settore che amo? <strong>O sono parte del problema di sfruttamento che lo attanaglia?</strong></p><p>Perch&#233; gi&#224; questa frase, &#8220;faccio volontariato in ambito editoriale&#8221; suona sbagliata, come suonerebbe se dicessi &#8220;volontariato in ambito edilizio&#8221; o nella ristorazione. Quando sentiamo di gente che lavora non pagata in questi settori, parliamo di sfruttamento e schiavit&#249;.</p><p>Nella cultura, no. <strong>Ed &#232; sbagliato</strong>.</p><p>Non &#232; nemmeno questione di &#8220;si pu&#242; fare solo cos&#236;&#8221;, perch&#233; altrove tante delle gratuit&#224; date per scontate in Italia non sono tali (in Germania <a href="https://www.lipperatura.it/le-nostre-colpe-sul-lavoro-culturale-sul-disunirsi-sulle-presentazioni/">le presentazioni di libri sono poche, perch&#233; si pagano ospiti e relatori</a>; in Francia se inviti un autore a una fiera &#232; buona norma coprire per lo meno vitto e alloggio, come mi raccontava un amico editore d&#8217;oltralpe, sorpreso che qua non fosse cos&#236;).</p><p>Allora perch&#233; vado avanti?</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://update.ultimapagina.net/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">L&#8217;articolo prosegue, ma se ti iscrivi adesso hai la certezza di non perdere nessuno dei nostri futuri pipponi</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p></p><blockquote><blockquote><p><em><a href="https://eleonoraccaruso.substack.com/p/chi-puo-permettersi-di-perdere">Chi gode di un benessere anche solo relativo pu&#242; fallire. Gli altri no.</a></em></p></blockquote><blockquote><p><em><a href="https://eleonoraccaruso.substack.com/p/chi-puo-permettersi-di-perdere">Dicono &#8220;devi puntare su te stesso&#8221;, ma per puntare su s&#233; stessi occorrono coraggio, fede, testardaggine e una buona resistenza al dolore. Vale per tutti, a prescindere dalle condizioni socioeconomiche di partenza. Queste ultime per&#242; determinano quante volte potrai puntare e fallire prima di finire le fiches.<br>I soldi non danno la certezza di vincere, ma la libert&#224; di perdere.<br></a></em></p></blockquote></blockquote><p>Forse in questa frase ho individuato un perch&#233;.</p><p>Io ho trovato presto (che poi &#8220;presto&#8221; &#232; sempre nella relativit&#224; dell&#8217;Italia, per cui a 25 anni sei un moccioso) <strong>un lavoro stabile</strong> <strong>e una sufficiente indipendenza economica</strong> che mi permettono di tenere &#8220;quel mondo&#8221; per la sussistenza e di poter accettare in ambito editoriale dinamiche che altrove chiamerei senza esitazione sfruttamento.</p><p>Posso permettermelo. <strong>&#200; un privilegio.</strong> <br>Per riprendere una frase della Caruso, ho sempre avuto la libert&#224; di perdere. <br><strong>E, se devo essere onesta, non ne ho nemmeno approfittato appieno</strong>. <br><br>Che poi il punto non &#232; rivendicare il diritto di fare quello che faccio, ma chiedermi se sia opportuno<em> </em>farlo, e a quale prezzo, non solo per me.</p><p>Ok, mi rendo anche conto che parlo di <em>privilegio </em>come se non fossi un&#8217;impiegatuccia di provincia che scrive su blog gratuiti, ma una voce prestigiosa dell&#8217;intellighenzia italiana. Non lo sono, non cambio destini editoriali n&#233; sposto numeri. <br>Ma essere Gaia Facchetti o Loredana Lipperini fa davvero questa gran differenza?</p><p>Il privilegio ha molte facce e io <strong>non credo serva poi cos&#236; tanto potere perch&#233; una scelta individuale abbia conseguenze collettive</strong>: basta essere una gocciolina, che in mezzo a tante goccioline normalizza un sistema.</p><p>Non ho il privilegio di una posizione prestigiosa e guadagnata in anni di lavoro, ma ho quello, forse maggiore, di non avere l&#8217;urgenza di monetizzare la mia competenza. <strong>Posso rimanere in questo limbo, sulla soglia, senza rischiare il tutto e per tutto</strong> per lavorare davvero nell&#8217;editoria e solo di quello. Potrebbe non sembrare un granch&#233;, ma quando vedi amici e amiche <strong>rischiare relazioni e salute mentale per la precariet&#224; di voler vivere di quello che amano</strong> e non odiarsi otto ore al giorno&#8230; la prospettiva cambia. <br>Vivere come un hobby quello che per altri &#232; il sogno di un lavoro con cui non riescono a mantenersi diventa una colpa. O, per lo meno, <strong>una frizione dentro che non riesco sempre a ignorare</strong>.</p><p>Allora perch&#233; vado avanti?</p><p><strong>Perch&#233; amo i libri.</strong> Leggerli (anche se sempre troppo poco) e parlarne. No, scriverli no<a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-2" href="#footnote-2" target="_self">2</a>.</p><p>Ho anche io il mio sogno editoriale nel cassetto, ma resta ben chiuso perch&#233; temo di mancare dell&#8217;ambizione (e di<em> coraggio, fede, testardaggine e resistenza al dolore</em>) per tentarlo. Ogni tanto lo guardo, lo spolvero, lo rimetto gi&#249;.</p><p>Resto con un piede di qua dalla porta.</p><p>Mi dico che in passato con gratuit&#224; ho ricevuto, e sono convinta sia un mio dovere restituire una parte di quanto &#232; stato dato a me. Ma soprattutto che&#8230; <strong>l&#8217;arte, nella sua accezione pi&#249; ampia, deve essere accessibile</strong>. Come dice il professor Keating, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=pZfyWPuW53A">l&#8217;ingegneria, la medicina, tutte cose nobili, necessarie per il nostro sostentamento, ma senza la poesia perch&#233; le facciamo?</a> E senza ricevere indicazioni nei momenti di dubbio, senza un esempio davanti, chi si avviciner&#224; all&#8217;arte? Se non ci sono luoghi e persone affidabili e sicure che permettano, senza spesa, a chi &#232; pi&#249; giovane o inesperto di iniziare a curiosare, dove andiamo? <strong>Senza facilit&#224; d&#8217;accesso non esiste futuro.</strong></p><p>Non so dove sia l&#8217;equilibrio, dove si passi da aiuto a sfruttamento.</p><p>Spesso leggo che le realt&#224; pro bono van bene che siano gratuite, e tutte quelle di cui faccio parte di fatto lo sono; sono le grandi strutture che non dovrebbero esserlo e invece approfittano del sistema per accumulare guadagno senza distribuirlo.</p><p>&#8230; ma se fossi d&#8217;accordo al 100% con questa visione, non sentirei il peso che ho addosso.</p><p>Anche se non sto togliendo il lavoro a nessuno in modo diretto,<strong> so che potenzialmente contribuisco a impoverire il settore</strong>: una risposta disinteressata pu&#242; evitare una consulenza a pagamento; una guida gratuita pu&#242; sostituire un corso, nella percezione di chi la trova...</p><p><strong>O forse no?</strong> Magari sono l&#8217;equivalente della pirateria e occupo una nicchia che non incide davvero sul settore, perch&#233; chi pirata non pagherebbe quel contenuto comunque?</p><p>L&#8217;unica cosa che so &#232; che non credo riuscir&#242; mai a rispondere a una domanda con <em>&#8220;Se vuoi questa risposta pagami&#8221;.</em> Non so nemmeno se sia una posizione etica <strong>o una forma demenziale di sindrome dell&#8217;impostore</strong>, non sono in grado di indagare cos&#236; a fondo.</p><p>Per&#242;, sul negare qualsiasi forma di gratuit&#224; e volontariato, mi chiedo: <strong>se mettiamo ostacoli alla cultura e trinceriamo l&#8217;informazione subordinandola sempre a un pagamento, se quel poco di gratuito che viene dato &#232; un&#8217;esca pubblicitaria svuotata di senso&#8230; quello &#232; fare del bene?</strong> <strong>Dove mettete voi il confine, se lo mettete?</strong></p><p>Ci sono tante domande e normalmente nella conclusione dovrei dare delle risposte, o almeno una conclusione chiara con una frase saggia. Questo testo resta in sospeso, perch&#233; da sola non ho una conclusione onesta n&#233; saggezza da offrire.<br></p><div><hr></div><p>E adesso, <em>qualche riga di pubblica utilit&#224;.</em></p><p>In primis, salve! Moltissime e moltissimi di voi hanno iniziato a seguire questo profilo quando ancora non avevamo inquadrato bene come utilizzarlo. <br>Abbiam deciso di approfittarne: qua troverete i &#8220;dietro le quinte&#8221;, gli sfoghi pi&#249; personali, cose che <strong>speriamo creino un dialogo fra noi e voi</strong>: la comunit&#224; di Substack al momento sembra meravigliosa e speriamo questo senso di oasi duri a lungo. <br>Su cosa sia Ultima Pagina, vi rimando alla pagina del &#8220;chi siamo&#8221;.</p><p>La parte pi&#249; istituzionale, diciamo, quella di informazione editoriale nuda e cruda resta sul <a href="https://ultimapagina.net/blog/">nostro blog</a>. Nelle ultime settimane abbiamo pubblicato una <a href="https://ultimapagina.net/blog/2026/01/07/la-scrittura-ai-tempi-dellai/">riflessione su scrittura e IA</a> che parte da un corso recentemente lanciato sul mercato; e un&#8217;altra (mia!) su come<a href="https://ultimapagina.net/blog/2026/01/16/quando-la-censura-e-preventiva-slapp-querele-temerarie-e-il-caso-penguin-random-house/"> l&#8217;andazzo delle querele temerarie italiano e internazionale non mi dia belle sensazion</a>i per la libert&#224; di stampa e di espressione. <br><br>Inutile dire che trovarmi a difendere un Golia dell&#8217;editoria da un Golia della politica mi ha lasciato un po&#8217; di amaro in bocca, ma direi che <strong>siamo in tempi strani e cose strane ci tocca fare.</strong></p><p>Nel post ci sono gi&#224; linkati alcuni altri blog che vi suggerisco di seguire, perch&#233; hanno sempre spunti interessanti &#8212; anche se raramente mi trovo d&#8217;accordo con Kants o Eleonora. Per restare in tema di povert&#224; editoriale, c&#8217;&#232; <a href="https://alleyoop.ilsole24ore.com/2026/01/11/donne-editoria-silvia-costantino-lotta-insostenibilita-editoriale/">l&#8217;intervista a Silvia Costantino </a>di <em>effequ </em>pubblicata su Alley Oop, anche se io preferisco quella <a href="https://www.youtube.com/live/MBwJe7i1a1A">che le abbiamo fatto noi in diretta</a>, nonostante i bloopers. <br><br>Una cosa che esula (lo fa davvero?) ma mi sento fortissimamente di suggerire &#232; il racconto <strong>&#8220;Professionisti del niente&#8221; </strong>che trovate gratis (!) su <a href="https://www.malgradolemosche.com/2025/12/professionisti-del-niente/">Malgrado le mosche</a>. <br>Lo leggo e lo rileggo e cerco di non farlo risuonare cos&#236; tanto dentro da far male. <br>Spero faccia un po&#8217; male anche a voi: i racconti migliori lo fanno.</p><p></p><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-1" href="#footnote-anchor-1" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">1</a><div class="footnote-content"><p>Che poi, povero mica tanto. I dati dicono che nel 2024 <a href="https://www.aie.it/Portals/_default/Skede/Allegati/Skeda105-10721-2025.10.14/Rapporto_2025_sintesi.pdf">il fatturato del settore editoriale &#232; stato di </a>3,2 miliardi. Sarebbe pi&#249; corretto dire &#8220;colpito da un&#8217;estrema asimmetria interna&#8221; con poche grandi aziende che ammassano e una miriade di piccoli operatori, in equilibrio precario, dove il capitale &#232; iniquo e mal distribuito; ma poi perderei il focus del pezzo.</p><p></p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-2" href="#footnote-anchor-2" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">2</a><div class="footnote-content"><p>Ho sempre spergiurato che non avrei mai pubblicato nulla al di fuori degli archivi di fanfiction o di giochetti online. Ma dopo questa frase, temo l&#8217;effetto gufata, magari picchio la testa e cambio idea. Se accade, deridetemi pure per la pagliaccia che sono, fate bene.</p><p></p></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[UPdate ha traslocato!]]></title><description><![CDATA[Ti unisci a noi?]]></description><link>https://update.ultimapagina.net/p/update-ha-traslocato</link><guid isPermaLink="false">https://update.ultimapagina.net/p/update-ha-traslocato</guid><dc:creator><![CDATA[Ultima Pagina]]></dc:creator><pubDate>Wed, 31 Dec 2025 17:35:49 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!dwdn!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fca5346a0-a60e-489e-aee9-52fba064c1b7_186x186.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Se sei qui, probabilmente ci conosci gi&#224; &#8211; dal <a href="https://ultimapagina.net/">blog</a>, dal <a href="https://forum.ultimapagina.net/">forum</a>, dai <a href="https://corsi.ultimapagina.net/">corsi</a>, o magari da quella <strong>newsletter</strong> che ogni tanto ti arriva(va) nella casella di posta.</p><p>Ecco, quella newsletter da oggi vivr&#224; qui!</p><p>Substack sar&#224; lo spazio in cui troverai <strong>UPdate</strong> &#8211; <strong>l&#8217;ultima domenica di ogni mese</strong> &#8211; con il solito mix di recap, news editoriali, eventi e contenuti che teniamo per chi ci segue da vicino.</p><p><strong>Ma sar&#224; anche qualcosa in pi&#249;</strong>: uno spazio per raccontare i dietro le quinte, le cose che non diventano articoli, quello che succede quando non stiamo scrivendo sul blog. Un po&#8217; pi&#249; personale, un po&#8217; meno istituzionale.</p><p>Ci vediamo nel 2026!&#129346;</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Coming soon]]></title><description><![CDATA[This is UPdate | Ultima Pagina.]]></description><link>https://update.ultimapagina.net/p/coming-soon</link><guid isPermaLink="false">https://update.ultimapagina.net/p/coming-soon</guid><dc:creator><![CDATA[Ultima Pagina]]></dc:creator><pubDate>Wed, 07 Jun 2023 12:22:30 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!dwdn!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fca5346a0-a60e-489e-aee9-52fba064c1b7_186x186.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>This is UPdate | Ultima Pagina.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://update.ultimapagina.net/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Subscribe now&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://update.ultimapagina.net/subscribe?"><span>Subscribe now</span></a></p>]]></content:encoded></item></channel></rss>