Leggere nel 2026, tra bisogno di conforto e ansia da performance
Come la voglia di leggere e di incastrare tanti libri tutti insieme sta rovinando... il mio piacere di leggere
Se gennaio è il mese dei buoni propositi, le liste infinite di libri da leggere, gli impegni personali a contenere gli acquisti… febbraio fa sempre un po’ da cartina al tornasole: l’entusiasmo è calato e gli impegni della vita quotidiana si infilano e sbiellano un po’ i piani.
E io ovviamente non faccio eccezione. So essere davvero contraddittoria in molti aspetti della mia vita, tanto che la mia psicologa mi prende in giro per il piacere distorto che provo nel fare piani molto complessi e dettagliati che poi sistemicamente smonto e ribalto. Vale ovviamente anche per la lettura, specie nei momenti in cui l’attenzione cala e viene voglia solo di rilassarsi.
A inizio anno mi sono iscritta a un numero tendente a più infinito di sfide e giochi di lettura e, sebbene stia rispettando l’impegno di non aggiungere libri alla mia pila – a meno di non trovarli in biblioteca – sono già satura e insofferente alle scadenze.
Scadenze di due tipi: da un lato ci sono i prestiti bibliotecari, fisici e digitali, che incombono. Tanti, troppi in contemporanea, specie considerando che volevo concentrarmi di più sui libri che già possiedo, quest’anno.
Dall’altro ci sono appunto i giochi e le sfide, alcune di durata annuale, altre assai più brevi. In questo momento è sfumata la dopamina e l’entusiasmo di riuscire a incastrare così tanti obiettivi con un singolo libro, lasciando ora il “peso” di dover aggiornare con lo stesso commento magari cinque, magari più giochi di lettura. Nel dubbio, mi sono messa anche a moderare una sfida a squadre vagamente ispirata alle Olimpiadi perché mi sarebbe dispiaciuto che il nostro gruppo su Goodreads saltasse un’edizione.
Non che questo mi abbia impedito di leggere, visto che mi trovo con le letture pianificate in maniera ossessiva per le prossime settimane e 19 libri letti…
Non vuole essere un flex, metto le mani avanti
In un momento storico in cui leggere – come molti altri hobby – è diventata un’attività performativa, se non altro per stare dietro ai ritmi dei social e dei contenuti da pubblicare è giusto rifiutare una valutazione della propria passione in base a *quanto* la si pratica. E il mio piano intricatissimo inizia a starmi davvero stretto.
Tuttavia, in diversi momenti durante gennaio mi sono trovata come paralizzata, incapace di fare altro se non leggere, macinare pagine e studiare come “utilizzare” il libro del momento in giochi e sfide su Goodreads. Quando mi sono resa conto di aver ripetuto la stessa recensione in sette o più discussioni diverse per altrettante sfide mi sono fatta delle domande. Poi ci mettiamo anche i miei *coff* cinque account MLOL con i prestiti che si sbloccano sempre tutti insieme, magari dopo mesi di attesa…
E mi chiedo perché mi devo complicare tanto l’esistenza da dover tener traccia di una decina di prestiti bibliotecari – specialmente proprio quelli su MLOL, visto che il file si rende illeggibile passata la data – leggere cinque o sei libri in contemporanea al punto da arrivare a confonderli ed essere infastidita dalla mia passione più grande.
Non è un tema particolarmente originale, lo so bene: a inizio anno ne ha parlato Ilenia Zodiaco sempre su SubStack, e tante altre bookblogger si interrogano su come contenere gli acquisti.
Tuttavia, per quanto sicuramente ci siano i motivi sociali e la FOMO – la paura di perdersi qualcosa e di non essere sul pezzo – non mi sembra di rientrare in questa casistica. Dei libri che ho letto dall’inizio dell’anno solo quattro sono stati pubblicati negli ultimi sei mesi, e solo uno di questi nel 2026. La maggior parte di questi libri inoltre era nei miei to-read da molto più tempo.
Il che non mi sorprende: ho rinunciato da parecchio tempo a stare dietro alle uscite, anche perché cerco di contenere gli acquisti. Magari segno i libri che mi interessano nei to-read su Goodreads e mi metto in coda su MLOL in attesa che la copia si sblocchi, o attendo che siano coinvolti in un’offerta lampo in digitale…
Se guardo invece i miei acquisti dall’inizio dell’anno, c’è un libro nuovo a prezzo pieno perché volevo la copia autografata dall’autrice (La sonnambula di Bianca Pitzorno <3 ), una graphic novel tra le offerte mensili di Bao a pochi eurini (Nodi, di Fiamma, che ho anche già letto) e un libro del 2022 che ho visto al 50% nella vetrina del Libraccio (Squali al tempo dei salvatori).
Queste abitudini già un po’ mi mettono fuori dai trend sui social, unito alla mia abitudine di evitare libri e serie TV quando *tutti* ne parlano, perché cerco di farmi prima una mia opinione e di confrontarmi solo dopo con quelle degli altri. Fa molto pick me girl, lo so.
C’è poi una dimensione legata alla salute mentale che non posso ignorare
La lettura è infatti per me un barometro importante per interpretare i miei stati d’animo. Ho sempre letto tantissimo, però non mi serve aprire le statistiche di Goodreads per sapere che gli anni in cui ho finito più libri corrispondono a quelli in cui stavo meno bene con me stessa. Nel periodo dopo la laurea specialistica, in cui ho faticato a lungo a trovare un lavoro e sono sprofondata nella depressione, ho superato per due volte consecutive i 200 libri l’anno. I libri sono da sempre uno dei miei posti felici, ma possono diventare anche un luogo dove rifugiarsi… e nascondersi.
E a guardare i grafichetti sempre su Goodreads, gennaio è praticamente sempre un periodo dell’anno in cui leggo tanto… sto fissando in questo momento la lineetta che dichiara 19 libri letti nel gennaio 2019 e mi chiedo come sia possibile. Ma anche i 15 di questo gennaio non sono poi molti meno. Forse perché il carico di lavoro per certi versi è percepito come inferiore, dopo la carica natalizia (incredibile che anche quest’anno sia arrivato Natale il 25 dicembre con un sacco di lavoro da finire prima di questa data, ah! Succede solo tutti gli anni), forse perché c’è proprio quella fase di squilibrio tra i primi giorni di buoni propositi e ottimismo e il rientro alle routine piene dopo le feste che colpiscono male sui denti.
Non che questo specifico momento geopolitico ispiri a tenere la testa fuori dai libri… Seguire le notizie che arrivano dal mondo – ma anche dal nostro Paese – è sempre più difficile e faticoso, e anche un po’ ironico, considerando che ho conseguito il tesserino da giornalista pubblicista meno di sei mesi fa.
Affannarmi a stare dietro ai prestiti di biblioteche fisiche e digitali e tenere il conto di quanto ho speso in libri mi causa un po’ meno ulcera che attendere l’annuncio della WW3.
Questo pur sapendo che a questo punto, tra sfacciate bugie e un uso spregiudicato e ignorante dell’intelligenza artificiale (ma dobbiamo seriamente campare di nervi e ansia per un presidente americano convinto che in Groenlandia ci siano i pinguini? Seriamente?!), rimanere informati e costruirsi un’opinione documentata sia già di per sé una forma di resistenza. Ma è dannatamente faticoso. Così come dover mettersi a fare debunking a ogni post, a ogni annuncio: c’è l’etichetta AI? È una notizia riportata su altre fonti? Ci sono dei video o più angolazioni?
È come se il lavoro dei giornalisti in parte fosse demandato al pubblico che non solo non è pagato per farlo, ma nel suo restare sui social o sui siti dei media con annunci pubblicitari per capire meglio sta, in un certo senso, lavorando gratis per loro.
Allora forse non è così male trovare asilo nella storia di una spedizione del XVIII secolo segnata dalla sfiga a partire da quando i suoi partecipanti mettono piede a bordo (comunque a prescindere, leggete Arabia Felix che è un libro pazzesco!).
C’è poi un altro motivo per cui i giochi di lettura finiscono per infastidirmi, oltre che per le scadenze
Ho tanta voglia di confrontarmi con altre persone sui libri che leggo, e anche per questo mi iscrivo a così tante sfide. Se non che… non è detto che gli altri partecipanti condividano la stessa voglia di discutere in lunghissimi post sviscerando ogni minimo dettaglio. Se il commento è spesso richiesto per “dimostrare” di aver letto i libri dichiarati, molto spesso in quanto sfide individuali si tende a passare, lasciare la propria recensione e via, sul prossimo libro. Ciò mi ha creato anche un certo fastidio, non lo nego, sia da utente che da moderatrice, perché sta diventando sempre più difficile tenere vive le discussioni.
Più che un dialogo, sembra un post su Facebook dove ognuno scrive la sua e se ne va, non è quasi interessato a interagire con gli altri. E in effetti mi chiedo quanto siano “colpevoli” i social di questo: la dinamica che si crea su IG e compagnia si concentra molto più sul dire la propria e – al massimo – difendersi nei commenti più che dialogare con gli altri. Quindi anche in una struttura a “forum di una volta” dei gruppi Goodreads, a volte sembra che i topic siano usati come i propri canali personali: passo, parlo di me e me ne vado.
Che è un peccato, perché quando spesso parte lo scambio escono opinioni e punti di vista interessanti. Non so, per me la lettura ha sempre avuto un ruolo sociale – prima dei social e dei siti di tracciamento come Goodreads c’erano le amiche lettrici con cui confrontarsi – e il dialogo è un elemento che fa parte di questa passione, anche in digitale.
Anche in questo mi sento di allontanarmi dal pensiero della Zodiaco perché penso che non necessariamente il digitale sia meno “ingaggiante”, dipende però dal livello di coinvolgimento che interessa ai singoli utenti. Anche perché mi è capitato di partecipare a un gruppo di lettura dal vivo in cui, per quanto le intenzioni siano buone, spesso escono commenti involontariamente razzisti che mi gelano il sangue. Quindi sì, l’essere in presenza non vuol dire più qualità o più attenzione.
Dunque, che fare, mentre non solo ho una pila di libri altissima sul comodino, ma anche diversi mattoni sopra le 700 pagine da leggere entro le prossime tre settimane?
No, chiamare il 118 non è tra le opzioni, mettete giù il telefono.
Innanzitutto, tirare un attimo il fiato e ricordarmi che queste iniziative, questi giochi, sono e vorrei che rimanessero uno spunto per leggere libri che attendono da mesi o anche anni sui miei scaffali, non per incasinarmi l’esistenza. Anche perché non si vince niente se non la soddisfazione di aver partecipato.
Su questa base, cercare anche di limitare il tempo su Goodreads per aggiornare le sfide e i vari profili – compresa la mappa delle letture che è bellissima una volta compilata, ma richiede un sacco di tempo rubato ad altro, anche alla lettura. E nel frattempo magari cercare il confronto nei gruppi già consolidati dove si parla di libri come piace a me, sia in digitale che dal vivo, con persone che già conosco e con cui mi trovo in sintonia (non tanto nei gusti ma di interesse sui libri, come le mie Uppine <3 ).
E concentrarmi sul leggere per il piacere di leggere, e non per smarcare caselle.
Cose carine sul web
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Mi fa specie rendermi conto che invece per me il peggioramento della mia salute mentale corrisponde al leggere meno (o non leggere completamente). Facciamo qualcosa, cerchiamo di equilibrarci a vicenda! 😂
Ciao Laura!
Vorrei cominciare ringraziandoti per aver condiviso la mia newsletter sui miei buoni propositi / esperimenti di lettura di quest'anno.
La seconda cosa: ho letto tutta la newsletter e parlo un pò da "ignorante", perchè pur conoscendo Goodreads non sono mai stata iscritta (sono stata, per un pò, in un suo 'clone open source' ma questa è una storia che ancora non voglio raccontare); però devo dire che è molto interessante che anche lì vengano condivise liste e proposte di giochi simili a quelle che ho preparato per me stessa. Purtroppo il lato "condivisione" se non gestito bene porta a quello che ai descritto tu, ovvero una semplice auto-esposizione non sempre affidabile.
Anche per me nelle letture il problema delle scadenze è importante, perchè sono una lettrice molto lenta di mio e spesso accantono la lettura se il tempo che ho a disposizione può servire per altro, soprattutto in un tempo come il nostro dove la mente è spesso senza pace.
La mia lentezza è anche il motivo per cui non riesco a partecipare nè a questi giochi nè ai gruppi di lettura: non ho voglia di rallentare tutti.
Anche se capisco molto il tuo bisogno di dialogo, credo che la cosa che può aiutarti può essere anche il prendere le cose più "in solitaria": sei tu, con i tuoi tempi e i tuoi libri, non devi chiedere conto a nessuno. E se è un periodo in cui non leggi perchè stai bene e hai molto da fare, tanto meglio! I tempi piacevoli sono tesori rari e vanno custoditi il più possibile.