Ammettere di guardare questa roba non è facilissimo, e ormai le mie newsletter qui stanno diventando l’angolo dele confessioni imbarazzanti. Perciò non maltrattatemi, pls, e apprezzate invece la mia sincerità1.
Sono una persona che è facile affabulare col marketing, malgrado io stessa me ne occupi per lavoro (in teoria dovrei avere qualche anticorpo, no? E invece no, col cazzo).
Quando ho cominciato a guardare quei video orrendi di soap opera verticali, le pubblicità mi proponevano ancora quelle con attori in carne e ossa, e ricordo benissimo che la prima che vidi per intero fu CEO wants my little rascal. Mi ero fermata a guardarne la pubblicità su Instagram in un momento di particolare noia, spinta da un po’ di curiosità verso il fenomeno. Ovviamente le pubblicità, per quanto usino spezzoni particolarmente lunghi (anche da 20 o più minuti), si interrompono sempre su un punto cruciale, per spingerti a sborsare soldi; ho, altrettanto ovviamente, resistito.
Per un paio di giorni.
Poi mi sono abbonata alla piattaforma di turno perché ero curiosa. E da allora ho consumato una discreta quantità di drama verticali, sia pagando (in maniera one-shot, abbonandomi per una settimana e disdicendo subito dopo2) sia, più recentemente, tramite distribuzione alternativa (trovata con una semplice ricerca su Google, niente pesca nei torrenti3), sempre per il solito motivo: vengo agganciata da una pubblicità su Instagram e poi voglio continuare.
Perché, però? La domanda non è banale, al contrario delle trame che caratterizzano queste produzioni. Cosa mi spinge a voler vedere come continua un… film/video/soap4 recitato male, dalla trama banalissima e scontatissima che so già come andrà a finire? Ho letto diversi articoli parlare di colpi di scena incredibilmente frequenti, presenti a ogni episodio o quasi, ma non è affatto così (ed ecco a voi la differenza tra una persona che ‘sta porcheria la guarda sul serio e quelle che invece ne scrivono per sentito dire, amicy): i colpi di scena sono pochi ed estremamente basic, così come tutta la “trama”.
Le storie che vengono raccontate sono di una semplicità pazzesca, e le possiamo dividere in due filoni:
donna (più raramente uomo) sposata con uomo benestante e/o ricco, particolarmente stronzo, il quale la tradisce e/o la maltratta; la protagonista resta col culo per terra e poi, tramite eredità o matrimonio col Vero Amore™ (molto più ricco del marito stronzo), o anche tramite il recupero di abilità o attività in cui eccelle a livello mondiale (che aveva messo da parte per diventare moglie e, spesso, madre), si prende la sua rivincita trionfando su tutte le persone che l’hanno trattata male strada facendo
donna con famiglia di origine stronza a livelli epocali, la quale elogia solo il fratello o la sorella (a volte fratellastro/sorellastra) e maltratta in modo aberrante la protagonista
Perché il problema, di solito, non è limitato al marito o alla famiglia d’origine, ma ci si aggiunge anche tutto il contorno: eventuali “amici”, parenti di lui, parenti di lei, colleghe invidiose; a volte c’è giusto il personale di servizio o qualche professore a essere dalla parte della protagonista vessata, che è una Cenerentola ma messa molto peggio.
I maltrattamenti che la Nostra subisce non sono affatto realistici (anche se, in realtà, commentavo giusto ieri che leggendo i commenti sotto a certi post, mi viene il dubbio che UN PO’ lo siano): sono grotteschi, caricaturali. Abbiamo gente che risponde con sdegnatissimi “TU osi rispondere A ME?!” e poi giù schiaffi, che spesso degenerano in veri e propri pestaggi con calci, pugni, anche tentati omicidi, e il tutto per le motivazioni più becere e ridicole (anche se pure qua, in quanto a realismo, ho cominciato a farmi delle domande).
Come dicevo, però, il finale è sempre e inequivocabilmente positivo: la povera vittima viene finalmente ricompensata per tutti gli sforzi, la fatica, i problemi che ha avuto, e può coronare i suoi sogni, che siano quelli di una vita semplice e tranquilla senza che le manchi niente (anche perché è diventata milionaria), o fare il lavoro dei suoi sogni, o sposarsi con l’amore della sua vita, o una combo di tutte queste cose.
Situazioni in cui è molto semplice identificarsi5, in cui è davvero impossibile trovarsi a tifare per i cattivi, in cui sai con certezza che alla fine la protagonista e l’aiutante vivranno felici e contenti e che i cattivi verranno sempre e inesorabilmente puniti in maniera esemplare, a volte con la galera, a volte perdendo tutto e diventando poveri in canna, a volte addirittura perdendo la vita.
È una narrazione quasi archetipica, spogliata da tutto il contorno che rende le storie degne di essere lette (o guardate), ridotta all’osso in maniera imbarazzante.
E credo sia proprio questo il motivo per cui piacciono: perché sono rassicuranti e soddisfano una sete di giustizia che un romanzo, o una serie tv, o un film difficilmente potranno mai soddisfare; in più, si consumano in maniera velocissima, perché durano 1 ora e mezza al massimo (2 ore se parliamo di quelli cinesi o coreani).
Anche i nomi sono stereotipati, e ovviamente la protagonista è sempre perfetta, bravissima, buonissima, mentre gli antagonisti sono magari bellissimi fisicamente, ma sono moralmente abominevoli. Senza alcuna eccezione, non c’è spazio per alcuna sfumatura.
I contenuti di questo genere creati con l’AI sono ancora più pervasivi di quelli recitati da attori in carne e ossa e, non avendo limiti nelle realizzazioni delle scene, si spingono più in là dal punto di vista di “effetti speciali” (e infatti sono quasi tutti fantasy, almeno quelli che compaiono a me) ma anche di brutalità delle scene - dopotutto nessuno si fa male sul serio6.
Ecco, i drama creati con l’AI mi rifiuto di pagarli, li consumo esclusivamente tramite i canali alternativi di cui sopra. Però sì, ne ho guardato più di uno. Molto più di uno. Sempre per curiosità, e poi perché pur sapendo benissimo come andranno a finire, a volte voglio sapere quale espediente particolarmente stupido utilizzeranno per far proseguire la storia e farla arrivare al finale.
Ho visto roba con dee che hanno rinunciato ai poteri per sposare mortali, lupe mannare alpha leggendarie, uniche in tutta la loro specie, rinunciare e nascondersi per sposare l’alpha dell’altro branco, pilote leggendarie di aerei da guerra, o di auto corsa che vincevano tutte le gare ritirarsi solo per stare con il loro uomo, genie della finanza che mettevano da parte il loro impiego… E di fronte a tutte queste donne che mettono da parte i loro talenti e la loro abilità per un uomo, vedendole poi, nella seconda chance che la vita dà loro, trovare una persona che le ami apprezzandole e spingendole invece a valorizzare le loro capacità, mi si è un po’ spezzato il cuore chiedendomi: non è che tante donne si trovano a guardarle perché si riconoscono in maniera particolare nella situazione raccontata? Perché è innegabile che la situazione in cui le donne vivono, nel mondo, sia tutto fuorché rosea.
Non so se ci siano uomini che consumano questo tipo di contenuti, e stavolta non ho nessun tipo di studio o ricerca da portare a suffragio delle mie argomentazioni. Sono solo riflessioni di una persona che ha guardato un bel po’ di soap verticali, e si è fatta delle domande in merito.
Roba interessante che viene da noi e dal web
Lo sapete che la pirateria non è solo quello che ci hanno raccontato e che possiamo smentire una volta per tutte che ogni download equivale a una vendita rubata? Ne abbiamo parlato io e Gaia sul blog di Ultima Pagina
Gaia ha anche parlato di come l’editoria popolare e le edizioni economiche siano giunte alla fine della loro corsa. Sarà colpa delle edizioni con spray edges? Leggete l’articolo per scoprirlo!
Oltre al nostro articolo sul fatto che è ora di basta di demonizzare il dark romance, la nostra Gaia ha scritto una bella riflessione su Scrittori & Lettori Fantasy sulla letteratura, il target e la famosa “età giusta”
A inizio agosto Chiara Beretta Mazzotta ha parlato di come la caccia alle streghe nei confronti di autori e autrici, per sospetti di utilizzo dell’intelligenza artificiale, stia diventando particolarmente preoccupante. Nel giro di un mese, la situazione secondo noi è peggiorata.
il sospetto sia diventato un genere letterario
La purity culture sta invadendo il mondo? Diciamo che un po’ di preoccupazione c’è…
Il 19 e 20 settembre, ad Arcisate (VA) ci sarà la prima edizione di Laghi d’Inchiostro, dove saranno presenti amiche e amici a esporre i loro libri! Noi andremo in giornata, non abbiamo ancora deciso se il 19 o il 20, vi faremo sapere. Ah, l’ingresso è gratuito!
Infine, con il codice ESTATEUPPINA avete tempo fino al 14 settembre per iscrivervi a uno (o più) dei corsi di UP Academy con il 10% di sconto
Ci aggiorniamo il mese prossimo! 💜
menzogna, più volte ho dimenticato e pagato 20€ completamente a cazzo
temo che le persone più giovani possano non cogliere il riferimento a Torrent e al download pirata tramite il suo utilizzo, quindi ecco qui la nota
ho serie difficoltà a trovare il termine adatto a questo genere di roba, perché tecnicamente anche IMDB li classifica come film o mini-serie, e in realtà non sono soap opera, sono ben lontani dal genere
milioni a parte
a parte il nostro pianeta






Articolo molto interessante; non ho mai visto una soap opera verticale, ma da quello che scrivi mi ricordano i fotoromanzi. Da ragazzino (ma ino ino, tipo scuole medie) mia madre mi portava a tagliare i capelli dalla Imelda, e mentre si faceva i capelli mi parcheggiava nelle poltroncine dove c’erano mucchi di fotoromanzi. Da quello che mi ricordo le caratteristiche erano le stesse e, sempre da quello che mi ricordo, una volta iniziato il primo era difficile staccarsene.